Riecco Giraudo: "Un giudice riscriverà la storia di Calciopoli. Perplesso dalla Juve, con l'Avvocato in vita..."

Riecco Giraudo: "Un giudice riscriverà la storia di Calciopoli. Perplesso dalla Juve, con l'Avvocato in vita..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
A distanza di tanti anni Giraudo torna su Calciopoli: l'ex ad della Juve, tra l'altro, parla dell'Avvocato, di Moggi, Andrea Agnelli e della Juve attuale

Antonio Giraudo rompe un silenzio lungo venti anni e torna a parlare di Calciopoli, vicenda che mandò in Serie B la Juve e lo vide radiato dalla Federcalcio. In seguito ci fu la prescrizione. Sul fronte della giustizia ordinaria fu assolto nel processo per doping e sul falso in bilancio. L'ex ad bianconero, senza mezzi termini, ai microfoni de La Stampa: "Ad oggi tutti i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. Ma c’è una novità che riguarda la giustizia sportiva. Avevo chiesto il rito abbreviato, senza atteggiamenti dilatori, perché volevo un giudizio veloce. I giudici l'hanno tirata per le lunghe, l’alternativa era assolvermi. E l’hanno mandata in prescrizione. Agli atti non ci sono mie telefonate rilevanti. Il sorteggio arbitrale poi è stato giudicato regolare, come i campionati. La recente sentenza della Corte di Giustizia europea (sul ricorso di Andrea Agnelli, ndr) chiarisce un principio fondamentale: chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarne la legittimità. Mi stupirei se non venisse riscritta la storia. Un giudice potrà annullare una pronuncia disciplinare “domestica” che non viene ritenuta legittima".  

Giraudo su Calciopoli aggiunge: "Una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano. A conti fatti è stato un topolino che ha partorito una montagna. Nessun campionato alterato. Ho sempre agito correttamente. Oggi Mi sembra si stia parlando molto di una certa “arbitropoli”. E che il telefono sia ancora caldo. O no? Se ci fossero stati l'Avvocato e Umberto Agnelli non sarebbe mai scoppiata Calciopoli. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con loro due. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano. L’Avvocato non era presente: era immanente. Il comportamento della società? Mi ha sempre lasciato perplesso. Ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la Serie B,senza neanche aver letto le intercettazioni. Bah. L’errore di valutazione fu enorme". 

Sulla Triade Giraudo-Moggi-Bettega: "Comandavo io. Il termine Triade non mi piace. Io ero a capo di un gruppo di persone, a cui va dato il merito dei risultati. Bettega, Romy Gai, Opezzi e Agricola. Moggi? Gabetti e Boniperti non volevano. Il compromesso fu la sua assunzione senza potere di firma e rappresentanza nelle istituzioni. Come gestore del gruppo riconosco tutt’ora le sue capacità. Sì è rovinato da solo nella comunicazione vanitosa, dovuta al fatto che non aveva avuto esperienze industriali. Ha fatto danni a se stesso e mancato di rispetto a chi ha lavorato con lui". Su Andrea Agnelli finito sotto processo e la Juve attuale: "Non so se la storia si ripeta. So che lui amava la Juve quanto me. Oggi ci sono le premesse per tornare a vincere. Con Carnevali e Massara finalmente John Elkann ha scelto bene! La proprietà è solida e presente, il management adeguato, l’allenatore c’è, la squadra è buona. Ci sono gli ingredienti per una Juve vincente. Ai tifosi dico che l'eredità è pesante, quindi fiducia e pazienza".