Igor Protti, un grande calciatore, un uomo vero, una persona seria.

Igor Protti, un grande calciatore, un uomo vero, una persona seria.TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 11:51Primo piano
di Alessandro Santarelli

L’ho conosciuto bene Igor Protti. Non era un’amico, perché l’amicizia è una cosa seria e importante, ma una persona con la quale ho avuto la fortuna di parlare, confrontarmi, capire e conoscere il calcio. Una persona seria, sempre pronto a salutarti quando ti vedeva al campo di allenamento o fuori, sempre pronto a regalarti un sorriso o una parola. Ricordo quel giorno di aprile, quella sua arrampicata sulla rete di Treviso, perché ero li, a raccontare quel Livorno calcio che dopo 40 anni tornava ad affacciarsi alla serie B. In quell’arrampicata Protti rappresentava la salita faticosa di un popolo, quello livornese che faticosamente stava emergendo dopo anni di fiele calcistico. Non era un’amico Igor ma sapeva benissimo che alla data della promozione del Livorno in serie A era legata la nascita della mia prima figlia e mi diceva ogni volta che lo incontravo “ Ti abbiamo reso indimenticabile quel giorno”  mai una volta che se ne fosse dimenticato, eppure non ci vedevamo cosi spesso..

Igor Protti ha sempre guardato in faccia il suo avversario, lo ha sfidato e mai temuto, cosi come ha guardato in faccia la malattia, l’ha combattuta l’ha resa pubblica e ha provato a batterla. Non ci è riuscito, ma ha giocato con la grande dignità che lo ha sempre contraddistinto nel campo e fuori. Mi rimangono negli occhi le ultime immagini. Non si è nascosto, anzi, ha raccontato la partita quasi come facciamo noi cronisti, senza abbattersi, segnando un paio di gol ad un nemico duro e tosto al quale si è dovuto poi arrendere. Ma lo ha fatto dopo aver vinto ancora, perché l’ultima sua partita quella giocata qualche settimana fa accompagnando la figlia all’altare, l’ha giocata a testa alta vincendo un una tripletta. L’ultima della sua vita, la più iconica, la più importante.