Juve senza bomber vero? Spalletti ha creato la società del gol
Nel calcio, come nella vita, spesso bisogna fare di necessità virtù: lo stesso principio vale per la Juve di Spalletti sul fronte realizzativo. Ekhator ai box, Kolo Muani e Woltemade, si sa hanno le caratteristiche del centravanti vero chiesto dal tecnico, alla Vlahovic per intenderci: sono due 9 e mezzo, come si dice in gergo. Finora zero gioie in campionato, una rete a testa in Europa League. Salvo sorprese, inutile quindi aspettarsi un bottino da 15/20 ognuno nell'intera stagione. Serve certamente l'apporto per andare a segno, in quella che molti chiamano cooperativa del gol. I primi vagiti li abbiamo notati in questa prima fase della stagione. Nel tabellino dei marcatori ci sono i nomi di 10 giocatori diversi, nessuno ha un numero così elevato in Italia, in Europa solo il Brighton è a quota 11.
In testa alla mini classifica dei capocannonieri della Juve, considerando le prime sei partite fin qui disputate, ci sono Bremer, Nico Gonzalez e Zhegrova con due go, poi uno a testa per Alajbegovic Celik, Conceiçao Gatti, Kolo, Koop e Woltemade. Almeno un giocatore per reparto. Va ricordata l'assenza di Yildiz che sarebbe stato in questa lista senza dubbio e all'appello manca McKennie, bravo anche in fase realizzata con i suoi inserimenti, nella passata stagione chiuse con 9 centri. Non male. Calci da fermo a parte, il merito di questo numero elevato di bomber senza dubbio è di Spalletti, rispetto al modo in cui fa giocare la squadra. La fluidità tattica è il fattore fondamentale, grazie ai movimenti e la ricerca degli spazi da parte dei vari giocatori. Così più elementi possono trovarsi nelle condizioni di battere a rete. Juve, la cooperativa del gol.
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