Le Contropagelle di Atalanta-Juventus, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le Contropagelle di Atalanta-Juventus, a cura di Marco Edoardo SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:24Primo piano
di Claudia Santarelli
ORA SIAMO CAPACI DI FARE LA BATTAGLIA. ATALANTA -- JUVENTUS 0 a 1

DI GREGORIO  6,5  Inizia con una “non spinta” sul colpo di testa di Scalvini che si stampa sul palo, ma subito dopo ci mette una pezza. La paratona è al 12° della ripresa su altra testata di Djimsiti e si ripete durante il pressing finale dei bergamaschi a tempo scaduto su cross di Scalvini. La vittoria appartiene anche al nostro portierone.

KALULU  6,5  Costretto indietro da una partenza veemente della Dea, ma non demorde. Anzi, è il primo a dare segni di vitalità su una grande palla in profondità di Locatelli. Dove c’è da tirare fuori il “gladio”, Pierre risponde: “Presente”. Sempre più dentro la leggenda juventina.

BREMER  7  Lo assalgono i crampi, anzi urla un muscolo ballerino, niente di che: Gleison non si arrende, mai. Mentre Krstovic accenna ad una rovesciata, Scamacca vedrà il pallone alla prima riunione di allenamento. Tutto fatto con estrema semplicità, come se fosse routine.

KELLY  6,5  Da stasera è ufficiale: Lloyd raccoglie l’eredità di Lichtsteiner. Nossignori, non in fatto di gioco, ma come “bersaglio” costante dell’allenatore. Stephan si rintronava di urla e grida di Conte, Lloyd ha un contenzioso aperto con Spalletti. Circa la partita? Un vero combattente, dove difetta di tecnica, si arrangia con in mestiere, ma gli avversari non passano. Sua l’unica occasione di testa del 1° tempo.

HOLM  6,5  Mossa azzeccata del mister circa la sostituzione di McKennie squalificato. Laterale di sostanza e di una certa qual tecnica, non un fulmine di guerra, ma esperto quel tanto che basta per leggere correttamente i momenti della gara. Confeziona l’assist per Boga nel goal del vantaggio, vincendo un contrasto tosto tosto; rimette in mezzo una palla con scritto: “segna” per Thuram che spedisce a lato, vanificando il raddoppio del punteggio e degli assist di Holm: vatti a fidare dei compagni… (GATTI  6  Entra perché la linea Maginot deve essere consolidata e infatti Raspadori gira al largo e dal centro l’Atalanta non crea presso che nulla. A campo aperto si spinge fin dall’altra parte, per tenere il pallone il più lontano possibile dall’area amica. Respinge di braccio un cross di Raspadori, ma con l’arto attaccato al tronco, tanto che Maresca (...sempre lui!) non ha appigli a cui attaccarsi)

LOCATELLI  7  Di fronte ai giocatori avversari indiavolati dell’inizio del match, il capitano non perde la calma, rinserra le fila e riparte servendo Kalulu in profondità, dando la sveglia. Nel 2° tempo esce palla al piede e sostiene l’azione. Serve palloni verticali per allungare la squadra di Palladino, prende i falli giusti per spezzare il forcing finale dei padroni di casa. In area libera, spazza, respinge… Sa di dovere combattere e sulle barricate è quello che tiene la bandiera.

THURAM  5,5  E mi pare di essere generoso. Gioca al piccolo trotto, gli mancano il quotidiano e la pipa, peccato, se no sarebbe la versione colored del commissario Maigret. E quando già in piedi per il 2 a 0, vedo la palla fuori, non dico che cosa esce dalla bocca del mister Hyde che ho a fianco: non è proprio un’espressione da educanda, ma le sono solidale tutta la vita. (KOOPMEINERS  6  Voto meritato per la montagna di fischi che deve sopportare. Fa argine, perché di questo c’è bisogno e lotta anche lui per portare a casa la pagnotta, cioè tre punti)

CAMBIASO  6  Meriterebbe di più, ma mi è sufficiente un tentativo di andarsi ad impelagare in mezzo a 3 avversari, per smoccolargli addosso tutti i soprannomi che si usano in Piemonte per i testardi, senza redenzione. Non demerita affatto, combatte come pochi, anche con una certa concretezza, fino a farsi ammonire per non far passare De Ketelaere,  ma quella cavolata… (KOSTIC  5,5  Entra perché privo di cartellini gialli e alla prima discesa di De Ketelaere, rimedia subito. Il belga fa ammonire 3 bianconeri, essendo il migliore dei suoi, ma Kostic impiega 30 secondi ad entrare nell’elenco)

CONCEICAO  6,5  Spalletti gli chiede di agire più dentro il campo, per gestire la palla con meno frenesia. Chico fa lo scolaretto diligente, ma sull’ out è tutt’altra musica. Ripresa sontuosa sulla riga di fallo laterale e i difensori lo randellano di brutto, tanto l’arbitro fischia all’inglese, cioè a conti fatti, privilegiando non certo chi gioca in trasferta. All’ennesima spinta, il mister lo leva dalla tortura (MIRETTI  5,5  Il fatto che, quando si abbia bisogno di un lottatore di livello, in situazioni di battaglia dichiarata, la panchina della Juve partorisca Miretti è un chiaro suggerimento di mercato. E’ perfino patetico vederlo saltare per aria ad ogni contatto. Tutto è bene quel che finisce bene e Di Gre chiuda la porta)

YILDIZ  5  La controfigura di se stesso. Ma il turchino sta male? Ha le “paturnie”? Chi mi spiega? Perchè sottotono così non l’ho mai visto. Non ostante ciò riesce a servire Kelly di testa, nell’azione più pericolosa della prima frazione. Dopo di che, il silenzio. (DAVID  5,5  Il silenzio continua. Che poi è lo stato maggiormente adatto a meditare sull’annoso problema: ma David c’è o ci fa? Ad un colpo di tacco a metà campo in uscita, con tre atalantini che pressano per ripartire e seguente palla persa, sovrasto la moglie in decibel, confezionando qualcosa che ha più del beluino che dell’umano)

BOGA  7  Solo 4,8 milioni di riscatto? E che cosa si aspetta per riscattarlo? Fuoriclasse? Non scherziamo. Boga è uno di quei tafani che tormentano gli ignavi nell’Antinferno dantesco, ma il suo bersaglio sono le difese avversarie. A Bergamo poi lo fa da “ex” e vale di più. In cerca costante del pallone e quando lo trova, tac, punge come se avesse di fronte Celestino V. Da gennaio ad oggi è a quota 4 reti, quasi come David da agosto.

SPALLETTI  7  Beh, dite quel che volete, ma stasera la vittoria è sua. E’ riuscito nell’improba impresa di trasformare un’accozzaglia di tremebondi giocatorini, pavidi all’ennesima potenza, in una squadra che non ha paura a fare la “guerra”. Se così non fosse, da Bergamo non si andrebbe via con i 3 punti, a fronte, a detta di mister Palladino, della più bella partita della Dea da inizio stagione. L’impeto iniziale dei padroni di casa è impressionante: il palo di Scalvini fa parte del registro del dare e avere, nella riga destra. Mezzora da apnea totale, rincorrendo e rintuzzando 10 assatanati in maglia nerazzurra. Il tempo finisce col nulla di fatto e questi sono i prodromi della vittoria. Lotta pura, senza pensieri, ma con tanta applicazione. La gara si mette subito bene ad inizio secondo tempo, ma poi c’è da difendere il vantaggio, anche per sciagurate conclusioni, Thuram sa di che si tratta e non può fare lo gnorri. Non ci sono tracce di un vietatissimo disunirsi. Fino alla fine. Anzi, oltre alla fine, come citato da “Spallettone”. Tre punti di importanza capitale ( un capitale di circa 60 milioni in chiave Champions) che rimettono la Juventus sulla poltrona del quarto posto con addirittura 2 punti di vantaggio, mai capitato prima. Tutto da giocare, sia chiaro, ma da Bergamo esce una compagine esaltata dalle difficoltà e dall’intima convinzione che la “scorza” si fa più spessa. Restano 6 gare da giocare col coltello fra i denti, ma con la consapevolezza di avere sia denti che i coltelli.

                                                            Marco Edoardo SANFELICI