Le Contropagelle di Juventus-Napoli, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
DI GREGORIO 6 Incolpevole del fatto che i compagni non gli facciano vedere “biglia”. Unica volta che si sdraia per bloccare un pallone, è su una “telefonata” di Vergara. Se il Napoli non impensierisce il Di Gre, significa che la paga che prende è memorabile.
KALULU 6,5 Corre con una scioltezza che commuove. Sempre pronto a dare peso all’azione con un traversone o con una proiezione dentro. In difesa non soffre e il sorriso a 36 denti che sfoggia ad ogni esultanza la dice lunga sulla felicità di essere bianconero.
BREMER 6,5 Dove non arriva con la tecnica, ci arriva col mestiere. Morale: Hojlund si sobbarca la trasferta per niente. Fallo in area? Al V.A.R. non intervengono, segno che non è il caso, altrimenti la chiamata si sarebbe avvertita in piazza Castello. Togliendo il danese, Conte fa un favore a Gleison, perché Lukaku è un ex...giocatore.
KELLY 6,5 Ormai di sicuro impiego, fino a presentarsi al limite dell’area avversaria in una corsa sola. Micidiale in anticipo, spietato nel contrasto. Spalletti lo ha definitivamente fatto diventare un elemento cresciuto anche nel senso tattico.
CONCEICAO 6 Nella notte si sognerà Buongiorno, mentre rinvia sulla linea di porta il suo tiro a botta sicura. Per il resto, il puffo juventino non incide come in altre occasioni. Ma piace la voglia di inseguire i “napolisti” e di battagliare anche con avversari alti e larghi 2 volte più di lui. (KOSTIC 6,5 Era nella lista dei sicuri partenti, poi Tudor si è opposto – concediamogli almeno questo – ed oggi è il panchinaro più illustre. La sua caratteristica? Il serbo è un “calciante” di tutto rispetto e la terza rete lo testimonia, da fuori area dritto per dritto, a fil di palo. Standing ovation, please)
LOCATELLI 8 Oggi come oggi, solo il Milan ha uno più bravo di lui, più per carriera che per effettivo rendimento. In giro per il mondo un regista interdittore e verticalizzatore come Manuel poche squadre ce l’hanno, forse nessuna. Pirlo gli chiese di retrocedere dalla trequarti di campo per sopperire alla latitanza di Arthur ed Allegri non si fece pregare a trarne beneficio. Non dimentichiamo che Locatelli è “prestato” al ruolo. Oggi, se la Juve fosse una grande orchestra, Locatelli si paragonerebbe a Kubelik, Celibidache, Maazel eccetera. In uscita dalla propria area, imbecca sempre il compagno libero e con tanti metri di campo davanti a sé. Geniale. L’assist per David per la rete dell’1 a 0 è paragonabile al finale dell’Infinito di Leopardi, per gli avverari..
THURAM 7,5 Tremate, tremate, le streghe che vi fa vedere Kephren son tornate. La condizione lievita e lievitano anche i chilometri percorsi palla al piede, in mezzo a nugoli di avversari, regolarmente sdraiati a terra. Enntra prepotentemente nel primo goal, quello del vantaggio, aprendo la difesa napolista come Mosè aprì le acque del Mar Rosso. Che spettacolo ammirare Thuram che corre, inseguito dagli “altri” affannati e battuti!
CAMBIASO 5,5 A parte le solite 2 “cambiasate” intorno al 15° minuto, pare purtroppo un corpo estraneo in mezzo ad una ciurma di assatanati. Si impegna, si arrabbatta, si consuma per riuscire, ma la sostanza è miserrima. Forse ha bisogno di un po’ di riposo e di scarico mentale. Perchè lì sta il problema. (CABAL 6 Niente di eccezionale, ma la vitalità è notevolmente più accentuata)
McKENNIE 6,5 Limitato da Spinazzola sulla fascia sinistra dell’attacco bianconero, con calma ed applicazione riesce poco per volta a togliersi dalla marcatura per andare a proporsi nel bel mezzo del prato verde. Sempre attivo e in aiuto del compagno, si palesa a fari spenti, marchio di fabbrica, spaventando Meret verso la fine del 1° tempo, ma il portiere pone rimedio. Finisce come centravanti, là davanti a rincorrere le ultime velleità partenopee.
YILDIZ 7,5 Appena viene in possesso del pallone, si avverte il diffondersi del panico tra le fila degli azzurri in maglia color melanzana. Ha abbandonato i momenti di pausa o di movimento fine a se stesso. Sta diventando sempre più “sostanza” e per tutta la gara. Se poi Miretti gli grida: “Toh, va a segnare”, non se lo fa dire una seconda volta. A proposito: grazie di cuore, Juan Jesus….. (GATTI S.V. Il “gattone” è tornato. Sull’unico interventi in area, meglio stendere un velo pietoso, come se non si fosse visto nulla)
DAVID 7 Ora la palla non lo prende più per il “didietro” sporgente. La controlla alla grande pressato da un armadio come Buongiorno, se la sistema e la scaglia senza pietà alle spalle di Meret. E fa 1 a 0, di un’importanza capitale. Cala via via, a forza di rincorrere gli avversari nel loro momento migliore. Fino ad essere richiamato in panca. Ma abbiamo una punta, con tanti limiti, ma pur sempre una punta (MIRETTI 6,5 Capolavoro tattico del mister. Invece di Openda, punta per punta, Lucianone si priva di un attaccante isolato per un centrocampista di sostegno e la scelta rende un interesse altissimo. Miretti riceve la palla ciccata da Juan Jesus e la serve di giustezza a Kenan che uccella bellamente 2 napolisti in una volta e raddoppia)
SPALLETTI 7,5 Spallettone sembra rinato alla corte della Signora del Calcio. Imposta la squadra come meglio non si potrebbe, ritorna sul 3 – 4 – 2 – 1 per opporsi uomo su uomo al Napoli di Conte. Manda i suoi in campo caricandoli come se li scagliasse con la fionda. Domina il 1° tempo, controlla il ritorno del Napoli ad inizio ripresa e poi firma la vittoria col cambio David – Miretti tanto logico quanto decisivo. Rigenera Thuram, consacra Locatelli (alla faccia dei soliti criticoni incalliti e stantii che si lamentavano dell’inconsistenza del centrocampo juventino), valorizza David non abbandonandolo dopo il rigore sbaglia contro il Lecce. Fa lievitare McKennie, ingigantisce le prestazioni di Kelly. E chi più ne ha, più ne metta. Purtroppo la prodigalità in fatto di punti gettati alle ortiche della passata gestione, pesa sulla classifica, senza contare che il “vizio” aleggia ogni tanto, come a Cagliari o contro il Lecce. La posizione è di vertice, ma non ancora sufficiente per avere centrato gli obbiettivi. Il mister e la truppa ai suoi ordini non si possono permettere un solo passo falso, a cominciare da Parma, campo ostico assai di frequente. In mezzo c’è la trasferta nel Principato di Monaco per chiudere in gloria il superamento del turno eliminatorio di Champions League. Finalmente la Juve è una squadra, l’ambiente si compatta, i tifosi si liberano degli stracci da pezzenti troppe volte indossati. Ora facciamo di nuovo paura. Cosa affatto scontata, anche soltanto 3 mesi fa.
Marco Edoardo SANFELICI
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