Le Contropagelle di Milan-Juventus, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le Contropagelle di Milan-Juventus, a cura di Marco Edoardo SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:10Primo piano
di Claudia Santarelli
RIVEDO LA JUVE: PRIMO NON PRENDERLE. MILAN -- JUVENTUS 0 a 0

DI GREGORIO  6,5  Fa bene tutto ciò che è chiamato a fare. Respinge un tiro di Rabiot, che lo centra senza pietà; para in tuffo basso un traversone di Saelemaekers. Benedice l’incrocio dei pali e se ne va a partita finita con un altra rete inviolata.

KALULU  6,5  Ex dal grande rimpianto milanista, ma ora ce l’abbiamo noi. Gioca con la semplicità di chi sa stare in campo e non necessita di strafare. C’è Leao dalla sua parte, ma si nota più Pierre del portoghese. Sulla verticale i suoi palloni alimentano Chico e Edon, senza fanfare, ma con continuità.

BREMER  6,5  Pulisic non pervenuto, Fullkrug nemmeno accorti che sia entrato. Due punte nel disperato tentativo di vincere un duello, almeno uno. Niente da fare: la porta resta un miraggio.

KELLY  6,5  Qualcuno dopo la sconfitta di Napoli ebbe a dire che non era serio far giocare uno come Lloyd nella Juventus. Forse tutti i torti non li aveva quel “qualcuno”, ma fino a quel preciso momento. Da allora ad oggi Kelly è tra i giocatori che più sono cresciuti. Altra partita senza sbavatura alcuna, palloni su palloni giocati con raziocinio e concretezza, in aiuto del compagno ed in spinta della manovra.

Mc KENNIE  6,5  Se è vero come è vero che Figaro canta: “Sono il factotum della città”, così Weston potrebbe cantare: “Sono il factotum di qualità, di qualità…” Presente là dove il gioco nasce,  dove si sviluppa, dove si deve rompere. E’ il compagno che si palesa per dettare il passaggio, come quello che va via in mezzo al raddoppio avversario, scaricando palle apparentemente perse. Sarà un caso, se da quando si gioca a 3 in difesa e con Weston a centrocampo, la Juve ha preso solo 1 goal?

LOCATELLI  6,5  Il solito metronomo, fonte del gioco, fornitore di palloni in verticale, di fronte a Sua Maesta Modric. Francamente faccio fatica a considerare lo slavo superiore al nostro. Anche se lo affronta testa contro testa, Modric ha la peggio.

THURAM  6  Con la manica larga del professore che gli vuole bene. Quel bruttissimo vizio di non scaricare il pallone, non gli passa proprio. Anzi, peggiora. Sarà bello vederlo scavallare palla al piede, ma l’utilità concreta per la squadra è minima. Gli annullano una rete di ottima fattura, ma di un metro in fuorigioco. (KOOPMEINERS  6  Grande recupero palla in mezzo al campo e tiro immediato: se appoggiasse non sarebbe meglio? Mistero delle scelte in frazioni di secondo. Si fa vedere ed è già qualcosa)

CAMBIASO  6,5  Insisto: gran bella prestazione, ammonizione compresa perché spesa intelligentemente. Se poi tutta una miriade di tifosi con le rotelle bloccate per poco movimento, continua a trattare male il 27 della Juve, perché imbeccati da presunti soloni dei miei stivali, il problema è loro, non mio. A 3 gioca tanto ma tanto meglio che a 4, con questo assetto tattico arretrato la sua spinta si sente e la fascia viene presidiata meglio assai. Così è, se vi piace. Se non vi piace, è così lo stesso.  (HOLM  6  Con McKennie che emigra di fascia, l’ex Bologna randella il giusto e a destra il prodotto non cambia)

CONCEICAO  7  L’elemento che può sparigliare le carte. Bartesaghi lo sognerà stanotte. Gli va via con la semplicità dei bimbi dell’asilo che in tondo cantano: “...tutti giù per terra”. Ed infatti Sozza ammonisce il rossonero. Mette in mezzo il pallone per Kephren in offside, peccato. Entra in area e costringe Maignan ad esibirsi nella versione hockey su ghiaccio. Di nuovo entra in area, ma il tiro è  debole. Chico contro tutti, insomma. Quando non si accende più per 5 minuti consecutivi, il mister lo sostituisce (ZHEGROVA  6  Prova ad essere all’altezza del predecessore. Crossa un paio di volte, ma Chico è Chico ed è chiaro perché Edon parte sempre dalla panchina)

BOGA  6  Con il turchino in officina, avere Boga è un bel toccasana. Jeremie inizia con un paio di scatti brucianti e tutte le volte che viene chiamato in causa risponde con la corsa dritto per dritto. Lo svolgimento tattico del match non lo aiuta e si spegne poco per volta, venendo stoppato dalla difesa dei padroni di casa con più facilità (YILDIZ  5,5  Potrebbe sembrare il cambio che fa pendere le sorti dal versante bianconero, ma l’attuale apporto di Kenan è pressoché nullo. Le finte non fanno la differenza e il risultato è una sorta di “solletico” alla difesa avversaria)

DAVID  6  Buon primo tempo, in sintonia con i compagni, che lo accompagnano in azioni offensive di consistenza. D’altra parte, per una punta che manifesta limiti e disagi evidenti, avere il sostegno della squadra è un grande aiuto. La ripresa si avvita intorno alla “ragion di stato” del “ un punto per uno” e David poco per volta sparisce dai radar, non per colpa sua. (VLAHOVIC  S.V. Pochi minuti, in cui anche se partente da posizione di offside, arriva davanti a Maignan in modo pericoloso: punta di razza e si spera arruolabile nel finale di stagione)

SPALLETTI  6,5  Il grande merito di Lucianone è quello di avere compattato un gruppo di discreti giocatori e di averlo fatti diventare “squadra”. Una squadra che sa stare in campo e che sa interpretare i momenti della gara con personalità. Se nella prima frazione la Juventus, più del Milan, prova a sbloccare il risultato e va più vicina alla rete, anzi una la realizza, poi annullata, la ripresa inizia sulla falsa riga. Poi, nel momento in cui è palpabile la sensazione che da attimo all’altro la Juve possa passare, ecco che in una ripartenza Saelemaekers centra l’incrocio dei pali. Lì cambia l’atteggiamento juventino. Il Milan che passa in vantaggio è destinato a non subire il pareggio, lo dice la storia di questo campionato. E Spalletti lo sa. Ecco allora che il mister prova a cercare qualcosa di importante con maggiore prudenza. Lo spettacolo ne risente, ma perdere per voler vincere sarebbe un peccato imperdonabile. La squadra esegue e non rischia più nulla. Siamo sempre padroni del nostro destino, con un calendario che va interpretato di partita in partita, a seconda della situazione degli avversari, in fatto di classifica, giornata per giornata. Il punto di San Siro non ha valore in se stesso: prenderà valore a obbiettivo raggiunto. Sotto col Verona, non ancora aritmeticamente in “B”. 

                                                                       Marco Edoardo SANFELICI