Lecce-Juve, vinto uno scontro diretto (fino a prova contraria): le contropagelle di Sanfelici

Lecce-Juve, vinto uno scontro diretto (fino a prova contraria): le contropagelle di SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:00Primo piano
di Quintiliano Giampietro
Sanfelici promuove quasi tutti i giocatori della Juve che ha espugnato il campo del Lecce: solo tre i giocatori sotto la sufficienza

La Juve torna con il bottino pieno dalla trasferta di Lecce, cancellando in parte il tonfo contro la Lazio. Tra i voti di Marco Sanfelici, spiccano tre bocciature: Cambiaso, Kolo Muani e Boga. 

VICARIO  6  Ad inizio partita dimentica la spina fuori dalla presa e per poco una carambola su un suo rinvio non agevola il rimpallo di N’dri. Se la deviazione del leccese finisse dentro, Vicario rischierebbe l’esecuzione immediata, oltre a far incominciare la gara in svantaggio. Finisce bene, ma lungo la schiena corrono i sudori freddi. Per il resto dell’incontro si sobbarca l’ordinaria amministrazione, perché davanti a lui, la difesa regge molto bene. Mai più, Gugliemo, mai più…

LUCUMI  6,5  Prestazione autorevole. Difende con apparente semplicità e riparte con un piglio notevolmente migliorato rispetto alle ultime uscite. N’dri, cognome difficile a parte, non impensierisce più di tanto.

BREMER  6,5  Non si inquieta per nulla al pensiero di dover marcare...Geubbels. Lo annichilisce sottraendogli il pallone dalla vista. Paco Esteban  lo solletica una sola volta, mettendo il piede davanti al suo, ma Vicario rimedia.

GATTI  6,5  Lotta da par suo sulla destra e per tutto il 1° tempo si propone anche in fase di spinta. Non fa cose straordinarie, ma il solito lo fa bene e costringe Di Francesco a sostituire Fatah, dominato. Pure Monteiro non impensierisce. In compenso serve a Douglas la palla del raddoppio

KALULU  6,5  Fa diventare la fascia destra quella prevalente e non subisce mai nulla di speciale anche se il Lecce prova e riprova dalla sua parte. In avanti dà il suo costante contributo.

McKENNIE  7  Sblocca il risultato con una correzione a ridosso del portiere, su imbeccato di D. Luiz su punizione, battuta di sorpresa con la difesa salentina che non legge il tiro e resta immobile. Nel frattempo Weston si distingue per la penetrazione da destra e per una serie di palloni fermati e recuperati. Un attimo prima di uscire dal campo ferma l’ennesimo passaggio in avanti della difesa giallorossa. Fino alla fine, da vero juventino (ALAJBEGOVIC  S.V.  Gioca il recupero o, per meglio dire, lo vede scorrere da dentro il campo)

DOUGLIAS LUIZ   7,5  Dominatore del centrocampo, prende in mano le redini del gioco e non le molla per tutti i 95 minuti. Confeziona la punizione a sorpresa che manda in goal McKennie, in collaborazione con Koop. Poi, si mette in proprio e magicamente fionda dal limite una palla che elude l’intervento di Falcone, sbatte sul palo più lontano e si adagia in rete. Poco prima dell’intervallo, la sua rete vale doppio. Nella ripresa cala alla voce “fino”, ma non si risparmia la parte tosta. (SARR  S.V.   A dieci minuti dal termine servono forze “boscaiole” nella terra di mezzo)

KOOPMEINERS  6  Sufficienza largamente meritata, in funzione di una gara trascorsa nell’alleggerimento della pressione (si fa per dire) leccese. Svolge il lavoro “sporco”, quello cioè di andare a parcheggiare la palla più lontano possibile dalla porta amica. Finta di tirare lui la punizione che propizia la prima rete.

CAMBIASO  5  L’anello debole del centrocampo a 5, come Spalletti disegna. Perde qualche pallone di troppo, ma soprattutto dà sempre l’impressione di essere in difficoltà. Non gli manca la propensione alla lotta e al contrasto, eppure non si rende mai utile alla grande. Involuto, ma necessario per arrivare a 11 da schierare  (CABAL  6  Toh, chi si rivede. Entra anche con discreta decisione e vanifica le ultime prove di inserimento dalla fascia sinistra dei padroni di casa. Arriva addirittura a tu per tu con Falcone nel finale, ma il tiro è da terzinaccio...)

KOKO MUANI  5  Presenza discutibile, nel senso che: siamo sicuri che sia presente? Corre, si agita, prova, riprova, tenta, ritenta, ma il risultato è costantemente il “nuddu mescàto co’ nenti”. Forse, a voler trovare una ragione della sua presenza, apre spazi a Nick, ma...proprio ad esagerare. (BOGA  5,5  Ci mette troppo tempo a carburare, coperto dalle urla del mister. Finalmente si cala nel suo repertorio, ma non ha molta fortuna e poi la gara finisce)

WOLTEMADE  6,5  A tratti lo si vede galleggiare tra la linea dell’area e la trequarti nostra, contendendo palloni e portandoli su. Arretra a sostenere i compagni di centrocampo aumentando la densità. Non perde mai un pallone, piuttosto lo affossano, ma non molla. E’ vero, dovrebbe fare la punta, ma punta non è. Comunque sia, è uno da tenere sempre dalla propria parte, perché nel calcio anche la forza per se stessi e il timore degli avversari, sono materia di grosso vantaggio.

SPALLETTI  6,5  Alla vigilia della trasferta nel Salento si fermano pure Celik e Nico Gonzalez. Con 9 uomini fuori per infortunio, tutt’altro che marginali, centra il risultato pieno nel campo di  una squadra reduce da una tripletta realizzata in terra friulana e dopo una partita in Europa League terminata con l’annullamento di una rete a tempo scaduto, che nega la vittoria. Ascoltando tante voci di tifosi, sembra che sia più soddisfacente imitare il “lamento del popolo ebraico in cattività presso Babilonia”, piuttosto che rendersi conto che la situazione attuale della Juventus è tale per cui tre punti contro il Lecce sono “grasso che cola”. Anche a me piacerebbe trastullarmi con un ricco piatto di “tajarìn” alla monferrina, ma il convento passa “pasta e fagioli”. I casi sono due: o mangio quel che mi viene messo nel piatto o salto il pasto e mi vengono i morsi della fame. Io so cosa scegliere; poi, fate voi. Mercoledì ci aspetta un’altra trasferta rognosa in quel di Marassi: la pasta e fagioli potrebbe diventare con le cotiche, ma sempre povera la cucina resta.