Locatelli domina il centrocampo della Juve: numeri, crescita e perché oggi è insostituibile
Ci sono numeri che fanno discutere e altri che, semplicemente, confermano quello che il campo racconta già da mesi. Nel caso di Manuel Locatelli, i dati che lo collocano tra i centrocampisti più produttivi in Europa per passaggi in avanti e azioni progressive non sono una sorpresa, ma la naturale conseguenza di una crescita evidente.
Perché la vera domanda non è se Locatelli sia al livello di Rodri, Pedri o Vitinha, ma cosa rappresenti oggi per la Juventus. E la risposta è chiara: è diventato il giocatore più importante del centrocampo, quello a cui Spalletti ha consegnato le chiavi della squadra.
Nel sistema attuale, Locatelli è un centrocampista totale. In fase di possesso si abbassa tra i centrali per dare una prima uscita pulita, garantendo qualità nella costruzione dal basso e continuità nella manovra. È lui che detta i tempi, che decide quando accelerare e quando consolidare il possesso.
Ma il salto vero lo ha fatto nella verticalizzazione. Se in passato era un giocatore più conservativo, oggi cerca con continuità la giocata in avanti, anche rischiando qualcosa in più. Non è un caso che riesca sempre più spesso a trovare linee interne o a cambiare lato con precisione. Il passaggio per Boga contro il Pisa è emblematico: non un semplice lancio, ma un filtrante in profondità con i tempi e i giri giusti, che taglia la linea difensiva e manda il compagno in porta. Una giocata tecnica, ma soprattutto una lettura da giocatore maturo.
Questa evoluzione nasce anche dal percorso che ha fatto negli ultimi anni. Con Allegri era diventato quasi un difensore aggiunto, con compiti più conservativi; con Tudor e Thiago Motta ha vissuto fasi diverse, spesso senza continuità. Tutte esperienze che però lo hanno formato. Con Spalletti è arrivata la sintesi: più responsabilità, più libertà e soprattutto più centralità nel gioco.
In fase di non possesso, infatti, Locatelli resta fondamentale. Copre campo, accorcia, chiude linee di passaggio, aiuta i centrali e dà equilibrio. È il classico giocatore che “canta e porta la croce”: costruisce e distrugge, guida e protegge.
Ed è proprio questa completezza che lo rende oggi insostituibile. Lo si è visto anche quando è mancato: contro la Roma, nonostante la rimonta fino al 3-3, la sua assenza si è sentita. Nessuno in rosa ha le sue caratteristiche. Koopmeiners può interpretare il ruolo, ma non ha lo stesso impatto nelle due fasi.
I numeri, quindi, vanno letti come una conferma, non come un punto di partenza. Non dicono che Locatelli sia il miglior centrocampista d’Europa in senso assoluto, ma raccontano una verità molto più concreta: oggi è uno dei giocatori più influenti nel proprio sistema.
E soprattutto spiegano una cosa semplice: questa Juventus passa da Manuel Locatelli. Sempre.
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