Nuova presidenza FIGC: corsa contro il tempo per il terzo candidato

Nuova presidenza FIGC: corsa contro il tempo per il terzo candidatoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 05:09Primo piano
di Mirko Nicolino
Al momento si va verso un rimpasto col cambio di presidente: con un accordo tra Malagò e Abete il calcio italiano proseguirebbe sulla linea attuale

Il 22 giugno, il giorno in cui si terrà l’assemblea elettiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, sembra molto lontano, ma il tempo per la campagna elettorale è molto poco. E se si considera l’attuale statuto della FIGC, che di suo rende più semplice il mantenimento dello status quo, per chi vorrebbe dare realmente una svolta la vita è davvero difficile.

Al momento Giovanni Malagò è il candidato designato da 19 su 20 club di Serie A, mentre Giancarlo Abete, che in un primo momento si era detto disinteressato alla contesa, è il candidato della LND, la Lega Nazionale Dilettanti, che per statuto ha il maggior pese nell’elezione. Insomma, se Abete e Malagò si mettessero d’accordo per una convergenza, le elezioni sarebbero indirizzate poiché le due componenti avrebbero già oltre la metà dei consensi.

Per creare discontinuità, visto che l’ipotesi Malagò sembra essere meramente un “rimpasto”, con diverse figure della gestione Gravina che cambierebbero solamente ruolo rimanendo comunque in sella, servirebbe un terzo candidato di rottura. Nei giorni scorsi si sono fatti i nomi di Albertini e Marani su tutti, ma chiunque egli sia, dovrà trovare la convergenza di tutte le altre componenti (Serie B, C, arbitri, Calciatori, Allenatori) quantomeno per potersi presentare.

Dentro e fuori i palazzi della politica, consapevoli che il commissariamento sia impossibile al momento (se poi spunterà un’inchiesta che metterà in dubbio la gestione amministrativa se ne potrebbe riparlare), si lavora alacremente per provare a interrompere l’attuale asse di potere che ha il mero scopo di mantenere il controllo del calcio senza sostanzialmente cambiare nulla. Una montagna da scalare e oggi le percentuali di successo sono obiettivamente basse.