Marchisio e Montero, figli d'arte all'esordio coi grandi: Davide e Alfonso sulle orme dei papà
Due cognomi che hanno scritto pagine importanti della storia della Juventus, due ragazzi che oggi hanno iniziato a scrivere la propria. L'amichevole contro la Cremonese ha regalato anche i primi minuti in prima squadra a Davide Marchisio e Alfonso Montero, figli rispettivamente di Claudio Marchisio e Paolo Montero. Due esordi arrivati nello stesso giorno, ma in momenti diversi del rispettivo percorso di crescita.
Per Davide Marchisio, classe 2009, si tratta di un'opportunità importante nel percorso che lo sta portando gradualmente verso il calcio dei grandi. Il centrocampista è ancora nel circuito delle giovanili, con l'Under 18 come riferimento e l'Under 20 come ulteriore sbocco. Due stagioni fa ha conquistato il titolo di campione d'Italia con l'Under 16 e di recente ha firmato il suo primo contratto da professionista. Ha già cominciato, dunque, a costruire la propria storia, pur portando sulle spalle un cognome inevitabilmente pesante. E in campo la somiglianza con papà Claudio si nota: dalla posizione alle movenze, dal modo di proteggere il pallone a quello di smarcarsi e calciare. Il talento c'è, la strada è ancora lunga, ma i primi passi sono tutti nella direzione giusta.
Più avanti nel percorso c'è invece Alfonso Montero. Il difensore classe 2007 ha iniziato la stagione da titolare con la Next Gen, proprio nell'anno del salto dall'Under 20, confermando le qualità che gli hanno permesso di conquistare la fiducia di Massimo Brambilla. Anche alla Continassa i primi riscontri sono positivi. Luciano Spalletti ne apprezza il temperamento, l'attitudine al lavoro e le caratteristiche tecniche, sia nella fase difensiva sia in quella di impostazione, un aspetto particolarmente ricercato dal tecnico nei suoi difensori. Montero ha convinto durante gli allenamenti e lo stesso Spalletti ne ha sottolineato le qualità.
L'esordio con la prima squadra aggiunge così un altro tassello al percorso di Alfonso, anche se è ancora presto per capire se potrà entrare stabilmente nel giro dei convocati già in questa stagione. In caso di necessità, però, Spalletti sa di poter contare su un'opzione in più per il reparto arretrato. Due figli d'arte, dunque, ma arrivati alla prima squadra attraverso strade e momenti differenti. Per entrambi, però, oggi è cominciata una nuova pagina: quella in cui il cognome ricevuto in eredità può diventare il punto di partenza, non il punto d'arrivo.
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