La prova del 9: Spalletti studia una Juve diversa per l'Europa e non solo
La Juve non ha un centravanti vero, un bomber in grado di realizzare tra i 15 e i 20 gol stagionali. Almeno sulla carta. Contro il Cagliari il problema si è evidenziato di nuovo, ma Kolo Muani ha dato un sostanziale assist a Spalletti. Nel post gara il francese ha detto di essersi trovato meglio con l'ingresso di Woltemade perché teneva occupati i difensori avversari, permettendogli più libertà di svariare. Vedremo se Lucio raccoglierà il "suggerimento" e giovedì contro il Celta Vigo in Europa League, metterà in campo entrambi. In realtà lo stesso allenatore nel post Cagliari aveva detto che di fatto Nico Gonzalez ha giocato a tratti come seconda punta. Ovviamente l'argentino ha caratteristiche diverse dal tedesco.
Una cosa è certa: la Juve deve cambiare decisamente marcia in fase realizzativa. Avere oltre il 70% di possesso palla e segnare una sola rete e soprattutto non vincere, è inutile. Ricorda tante gare della passata stagione in cui, a fronte di tanti tiri, la percentuale di quelli messi a segno era bassissima. Proprio questo aspetto è stato fatale in diverse partite e alla fine la squadra ne ha pagato le conseguenze. Con qualche punto in più ci sarebbe stata la qualificazione in Champions League. Il numero 9 è un tema, ma sarà importante anche il supporto degli esterni, indiziato numero uno Alajbegovic. Dal piede del giovane bosniaco l'assist per la rete di Kolo Muani e il passaggio per lo stesso francese che nell'altra occasione ha colpito la traversa. Sul fronte destro sta brillando Zhegrova, ma a Vigo non ci sarà perché escluso dalla lista Uefa.
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