Spalletti a DAZN: «Sono partite da vincere. Sono alla fine della mia carriera e voglio fare bene»

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di Nerino Stravato

Il pareggio per 1-1 contro il Cagliari lascia l'amaro in bocca alla Juventus, protagonista di una gara in cui il volume di gioco e le occasioni create non sono bastati per conquistare i tre punti. Nel post-partita, però, a far discutere è stato anche il confronto tra Luciano Spalletti e Fabio Pisacane, culminato con l'espulsione del tecnico bianconero. Intervenuto ai microfoni di DAZN, l'allenatore della Juventus ha raccontato la propria versione dell'episodio, prima di analizzare la prestazione della squadra e le difficoltà incontrate sotto porta.

Spalletti racconta il confronto con Pisacane: «Gli ho detto che sono bravi anche a perdere tempo»

La tensione è proseguita anche dopo il fischio finale, al termine di una partita caratterizzata da diversi momenti di nervosismo. Spalletti ha spiegato che il confronto con l'allenatore del Cagliari sarebbe nato da alcune considerazioni sul comportamento della squadra avversaria durante la gara.

«Non è successo niente. Io gli ho detto che sono bravi, che giocano bene, sanno anche perdere tempo, e lui mi ha detto: “Cosa vuol dire tempo? Cosa, tempo?”. E ci ha buttato fuori. Niente, niente di particolare. Tutto normale, tutto abbastanza normale».

Il tecnico bianconero ha quindi ridimensionato l'accaduto, tornando rapidamente a concentrarsi sull'analisi della partita e sulle occasioni non sfruttate dalla sua squadra.

La Juventus crea tanto, ma non basta: «Se giochiamo sempre così, ne vinciamo tante»

Nel confronto con Andrea Stramaccioni, Spalletti ha risposto alle considerazioni sulla maggiore pericolosità offensiva mostrata dalla Juventus con due attaccanti vicini. L'allenatore ha chiarito che l'idea tattica era già stata introdotta nel corso del primo tempo, con lo spostamento di McKennie e l'avanzamento di Nico González.

«Al 25esimo del primo tempo io ho tirato McKennie a sinistra e c'era Nico González lì dentro a fare quello che ha fatto Woltemade con Kolo. Anzi, Nico González è il calciatore più forte di testa che abbiamo. Nico González è una seconda punta, l'ho messo a giocare da seconda punta».

Spalletti ha spiegato che il principio di gioco non è cambiato con l'avanzare della partita, perché i due attaccanti possono scambiarsi posizione e creare maggiori difficoltà ai difensori avversari.

«Il sistema è stato lo stesso da quando ho deciso di spostare McKennie. È venuta la stessa cosa: prima punta Kolo con Nico González seconda punta, ma che possono andare a invertirsi, perché Kolo, se si lascia libero di andare, come ha fatto oggi e mi è piaciuto molto, di andare a interpretare un po' di situazioni, diventa più difficilmente marcabile».

Kolo Muani, il gol e le occasioni da sfruttare

Il pareggio firmato da Randal Kolo Muani ha evitato alla Juventus una sconfitta che sarebbe stata particolarmente pesante per quanto prodotto nell'arco dei novanta minuti. Spalletti ha elogiato il centravanti francese, sottolineando però la necessità di aumentare la concretezza nelle situazioni decisive.

«Come finalizzazione, per esempio, Kolo ha fatto un gol dentro quel traffico e quei momenti che per noi sono difficoltosi da portare a casa. Però è stato bravo, ha anticipato, si è fatto disturbare anche troppo per lo spazio che aveva strappato, che si era creato».

Il tecnico ha poi ricordato le caratteristiche fisiche dell'attaccante, che possono diventare determinanti quando riesce a trovare la posizione giusta in area di rigore.

«La può andare a colpire anche libero, perché lui fisicamente è forte, è alto, è uno che sa poi mettere il punto sulle situazioni, farle diventare determinanti. E quindi niente, c'è solo da aumentare quella cosa lì».

Il giudizio complessivo sulla prestazione rimane positivo, ma il rammarico per il risultato è evidente: «È stata fatta una grande prestazione, perché questo gli va detto ai ragazzi che hanno fatto una grande prestazione, perché se giocano sempre così io sono convinto che se ne vincono tante. Però è vero che poi, come finalizzazione, per esempio, Kolo ha fatto un gol dentro quel traffico e quei momenti che per noi sono difficoltosi da portare a casa».

Il carattere della Juventus e gli episodi con Yerry Mina

Un altro tema affrontato nel post-partita riguarda la personalità del gruppo, chiamato a gestire anche i momenti di tensione con gli avversari. Spalletti ha commentato gli episodi che hanno coinvolto Yerry Mina, spiegando quanto sia importante mantenere la concentrazione sull'obiettivo senza farsi condizionare da ciò che accade intorno.

«È come l'anno scorso, è come l'anno scorso, ci porta un po' in giro con i suoi comportamenti da calciatore forte, perché ci porta un po' in giro. Bisogna essere tutelati qualche volta da qualche atteggiamento e poi si va a giocare».

Per il tecnico bianconero, la personalità non si misura soltanto nella capacità di reagire, ma anche nel saper ignorare le provocazioni quando la partita richiede lucidità e concentrazione.

«Chi vince porta a casa più episodi, è sempre quello che ha più carattere, che ha più forza, perché bisogna sapersi comportare con personalità quando tu riesci a reagire forte, personalità, anche quando tu lasci stare perché tu hai bisogno di giocare, perché tu devi vincere la partita e non ti curi di niente di quello che avviene, perché tu sei ossessionato da quella cosa lì».

Spalletti ha concluso con un messaggio chiaro sulla mentalità che vuole vedere dalla propria squadra: «Vuoi andare a determinare la partita, non vuoi andarla a incontrare la vittoria se passa. No, no, sono io che la determino con il mio comportamento e la mia ricerca, perché quello bisogna fare noi».

Il messaggio finale: «Sono partite da vincere»

Al di là delle polemiche e dell'espulsione, il pensiero dell'allenatore torna inevitabilmente al risultato. La Juventus ha costruito numerose occasioni e ha trovato il pareggio nella ripresa, ma non è riuscita a completare la rimonta fino alla vittoria. Spalletti riconosce i progressi della squadra, pur chiedendo maggiore determinazione negli ultimi metri: la prestazione è un punto di partenza, ma per una Juventus con ambizioni importanti il prossimo passo è trasformare il dominio del gioco in tre punti.