“Togliere pressione”: la lezione di Sinner che Spalletti può portare dentro la Juve

“Togliere pressione”: la lezione di Sinner che Spalletti può portare dentro la JuveTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Non è stata soltanto una visita. Jannik Sinner è stato ospite della Juventus, si è allenato nelle strutture bianconere e ha avuto modo di incontrare Luciano Spalletti e la squadra. Un rapporto che nasce anche dalla qualità del centro sportivo e del J|Medical, strutture che il numero uno del tennis mondiale conosce già e che utilizza quando si trova in zona.

Ma a colpire, più della visita in sé, sono state le parole che Spalletti ha scelto di riportare durante la conferenza stampa. L'allenatore della Juventus ha definito Sinner “il Maradona del tennis” e ha sottolineato soprattutto un concetto espresso dal campione altoatesino: “Bisogna focalizzarsi sulla scelta da fare per togliere la pressione del momento”.

Una frase apparentemente semplice, ma che Spalletti ha voluto sottolineare. E forse non è un caso.

La lezione di Sinner alla Juventus

Tennis e calcio sono sport profondamente diversi. Nel primo sei solo davanti al problema, nel secondo hai dieci compagni che condividono con te responsabilità, movimenti e decisioni. Ma c'è un elemento che li accomuna: quando arriva il momento della pressione, la qualità della scelta diventa determinante.

Sinner lo sa bene. Quando si trova davanti a un punto importante non può permettersi di pensare al risultato, al pubblico, alla possibilità di perdere o alla pressione che cresce. Deve concentrarsi sul colpo successivo, sulla scelta tecnica da fare e sulla sua esecuzione.

È proprio questo il passaggio che può diventare una lezione per la Juventus di Spalletti.

Frosinone, quando la pressione ha cambiato la Juve

Il collegamento con la prima giornata di campionato viene quasi naturale. A Frosinone la Juventus ha giocato un'ora abbondante di ottimo calcio, creando diverse occasioni per chiudere la partita. Avrebbe potuto segnare il secondo gol e mettere definitivamente al sicuro il risultato, ma non ci è riuscita.

Il problema non è stato soltanto non aver trovato il 2-0. È quello che è successo dopo.

Quando il Frosinone ha iniziato a spingere con maggiore intensità, mettendo in campo soprattutto fisicità e aggressività, la Juventus ha progressivamente perso quella sicurezza mostrata nella prima parte della partita. Ha iniziato a liberarsi del pallone, a giocare meno e a pensare maggiormente alla possibilità di subire il pareggio.

Eppure, per gran parte della ripresa, il Frosinone non ha costruito occasioni clamorose. La grande paura è arrivata praticamente all'ultimo respiro, quando il colpo di testa che poteva valere l'1-1 si è stampato sulla traversa.

Bastavano pochi centimetri in meno e oggi parleremmo di una Juventus che ha buttato via due punti.

Non pensare al pericolo, pensa alla giocata

Ed è qui che la frase di Sinner assume un significato particolare.

La Juventus, nel momento in cui ha sentito crescere la pressione, avrebbe dovuto continuare a concentrarsi sulla scelta successiva: uscire dal pressing, trovare l'uomo libero, gestire il possesso, attaccare lo spazio, ripartire quando c'era la possibilità.

Non significa giocare senza prudenza. Significa non trasformare la prudenza in paura.

Perché quando inizi a giocare pensando soltanto a non prendere gol, rischi proprio di mettere l'avversario nelle condizioni di segnare.

È quello che è sembrato accadere a Frosinone. La Juventus aveva un vantaggio tecnico evidente, ma per alcuni minuti ha smesso di sfruttarlo. Non è riuscita a trasformare la propria superiorità in controllo e, soprattutto, non ha trovato quelle ripartenze che avrebbero potuto chiudere definitivamente la partita.

Il calcio non è il tennis, ma la testa funziona allo stesso modo

Naturalmente non si può pretendere di trasferire automaticamente un principio dal tennis al calcio. Sinner è responsabile della propria scelta, mentre un calciatore deve rispettare un sistema, leggere i movimenti dei compagni e dell'avversario e prendere decisioni all'interno di una struttura collettiva.

Ma il principio mentale resta valido.

Quando la partita si sporca, quando l'avversario alza il ritmo, quando il risultato comincia a pesare, il giocatore forte deve continuare a pensare alla giocata e non alla paura di sbagliare quella giocata.

È anche una questione di personalità. La tecnica permette di fare una determinata giocata, la tattica indica dove farla, ma è la personalità che permette di farla anche quando il momento della partita suggerirebbe di nascondersi.

La differenza tra Frosinone e un avversario più forte

Contro il Frosinone la Juventus è riuscita comunque a portare a casa la vittoria. La traversa ha evitato che l'ultimo assalto producesse una beffa e il risultato ha protetto una prestazione che, per almeno un'ora, aveva mostrato segnali molto positivi.

Ma contro un avversario di livello superiore lo stesso atteggiamento potrebbe costare molto di più.

Una squadra più forte avrebbe probabilmente sfruttato meglio quei palloni persi, quegli attacchi non portati fino in fondo e quella difficoltà nel gestire la pressione. E allora il problema non sarebbe più soltanto aver rischiato l'1-1 al novantesimo: potrebbe diventare una partita persa.

È proprio in quei momenti che la Juventus dovrà dimostrare di essere cresciuta rispetto al passato.

Spalletti non vuole una Juventus senza pressione

Forse è questo il messaggio più interessante nascosto dietro le parole di Spalletti su Sinner. L'allenatore non può eliminare la pressione e probabilmente non vuole nemmeno farlo.

La Juventus è una squadra chiamata a vincere, a competere per obiettivi importanti e a gestire partite nelle quali ogni errore può avere un peso enorme. La pressione farà parte della stagione.

Quello che Spalletti può insegnare ai suoi giocatori è un'altra cosa: come convivere con quella pressione senza permetterle di modificare il proprio modo di giocare.

Sinner, in fondo, ha spiegato una delle regole più semplici dello sport di alto livello: non puoi controllare il risultato, puoi controllare la scelta che fai per arrivarci.

La Juventus dovrà imparare a fare la stessa cosa.

Spalletti non ha bisogno che i suoi diventino Sinner. Ha bisogno che, quando arriva la pressione, ricordino la sua lezione: smettere di pensare al pericolo e concentrarsi sulla giocata successiva.