Briaschi: "Spalletti l’uomo giusto per la Juve, Vlahovic non si tocca e Yildiz è già pronto"
“Quando entrai per la prima volta nell’ufficio di Boniperti, mi disse due cose: tagliati i capelli, e se arrivi secondo, qui abbiamo perso tutti”. L’aneddoto di Massimo Briaschi raccontato nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport, di cui riportiamo uno stralcio, riassume in poche parole il senso di appartenenza e di pressione che la Juventus ha sempre trasmesso ai suoi giocatori. E oggi, a distanza di decenni, l’ex attaccante osserva con occhio critico e affettuoso la squadra di Spalletti, fresca della vittoria in Champions League contro il Bodo/Glimt.
Briaschi sottolinea subito il contesto: “Il campionato è un’altra storia, la Juve ha collezionato tre pareggi consecutivi e la classifica inizia a distanziarsi. Parlare di scudetto in questo momento non ha molto senso, anche se il quarto posto è sicuramente alla portata”. Non manca il riferimento ai protagonisti. Su Vlahovic, Briaschi non ha dubbi: “È troppo forte. Un attaccante così non si tocca. Anche quando gli episodi non sorridono, non tira mai indietro la gamba. Se sta bene, trasmette juventinità ai nuovi che si stanno inserendo. L’ambientamento è importante, soprattutto alla Juve: anche Platini dovette fare i conti con questo”. E Yildiz? “Giovane sì, ma già pronto. Le responsabilità vanno sulle spalle dei giocatori più importanti, e lui lo è”. Tra ricordi del passato e osservazioni sul presente, Briaschi ha incontrato a Bodo la squadra di oggi con altri ex bianconeri come Platini, Tacconi e Brio: “Abbiamo voluto trasmettere il nostro essere Juventus. È un dna che pretende di vincere, non ci sono scorciatoie”.
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