La notte di Champions ci ha detto tutto della Juve targata Spalletti
Non tutti i mali vengono per nuocere: il vecchio detto calza a pennello per una Juve uscita dalla Champions League con l'onore delle armi. Il dolore è forte, sia chiaro, ma la notte dello Stadium ci ha detto molto, se non tutto, della truppa di Spalletti. In campo si sono rivisti gli elementi tipici del vecchio dna bianconero che sembrava smarrito. Cuore, testa, gambe, tecnica. Causa qualche errore (non solo dei giocatori), purtroppo non sono bastati per continuare l'avventura nell'Europa più prestigiosa, ma questo deve essere un punto di partenza, anzi di ripartenza. Spesso gli eventi negativi sono la genesi delle grandi squadre. Lo spirito è stato quello giusto, malgrado il risultato dell'andata, l'inferiorità numerica dal 49mo in poi e l'immancabile orrore arbitrale, ciliegina su una torta amara. Bentornata Signora.
La Juve ora deve fare tesoro di tutto questo e allo stesso tempo resettare in vista del prosieguo della stagione. La corsa per un posto nella prossima Champions si è complicata dopo il tonfo contro il Como e domenica in casa della Roma andrà in scena il faccia a faccia. Probabilmente decisivo, comunque fortemente indicativo sulle reali ambizioni degli uomini di Spalletti. Una sconfitta scriverebbe la parola fine sulle speranze bianconere. Un blitz invece avrebbe un doppio effetto positivo. In primis tutto tornerebbe in ballo per l'obiettivo di cui sopra, necessario, anzi fondamentale per i noti motivi di carattere economico. Sarebbe poi il risultato della vitamina emotiva ingerita dalla Juve nella battaglia contro Osimhen e compagni. Per conferme o smentite, appuntamento a domenica, ore 20,45, stadio Olimpico di Roma.
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