Cazzullo sta con Malagò: "Contro di lui cavilli e pretesti. Due ministri lo detestano"
Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, nella rubrica delle lettere si è occupato della questione Malagò, commentando il tentativo di governo e Coni di commissariare la Federcalcio e annullare così l'elezione del presidente, col pretesto del mancato tesseramento. Cazzullo non ci sta e va all'attacco: "Una questione burocratica e procedurale viene usata per buttare giù una persona non gradita a qualcuno. Abbiamo un Europeo cui qualificarci nel 2028, un Mondiale da non mancare nel 2030, un Europeo da organizzare nel 2032. C’è da tenere testa a un segretario della Fifa molto discutibile come Infantino. Malagò, che ha fatto bene al Coni e ha qualità di gestione sportiva che gli vengono riconosciute pure dagli avversari, ha appena cominciato un cammino complesso ma promettente. Ed ecco che si tirano fuori cavilli - un’interpretazione contro un’altra interpretazione - che sono chiaramente pretesti.
Non ci sarà un processo: l’ha escluso lo stesso procuratore generale, chiarendo che semmai Malagò è vittima della situazione. Sento dire che sia inviso a un paio di ministri dell’attuale governo. Non conosco le sue opinioni politiche; ma dubito sia un trotzkista. È semplicemente uno del mestiere, che sta cercando di fare qualcosa nell’interesse di un mondo, il calcio italiano, in grave difficoltà. Il sistema Paese avrebbe interesse ad aiutarlo, non a ostacolarlo".
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