Danilo: "La Juve è casa mia, tornerei sicuramente. La nuova dirigenza? Ha più lucidità"
Prima di godersi Juventus-Lecce dalla tribuna come ospite, l'ex capitano bianconero Danilo ha risposto alle domande dei giornalisti di DAZN:
"Cosa sto provando a tornare qua dalla mia gente? Dicevo a Matteo Fabris che sono nervoso. Ho vissuto tanti emozioni e momenti qua.
Carriera straordinaria e altra Libertadores vinta: cosa si prova ad essere un esempio così? Queste cose non sono cose che uno pianifica. Semplicemente si lavora e si pensa a fare meglio, al termine della carriera si fanno i conti. Fortunatamente ho avuto una carriera importante, con tanti sacrifici, ho lavorato tanto.
Bremer dice che mi prende come esempio? Sono contento di essere d'esempio per uno come Gleison, che ha un futuro brillante. Mondiale assieme? Magari!.
Prima l'addio e ora i dirigenti mi hanno riportato qui? Per lavorare nel calcio ci sono i livelli, devo ringraziare Giorgio Chiellini e i dirigenti che in questo momento hanno preso in mano la situazione. Hanno più lucidità nel risolvere le situazioni. Lavorare nella Juventus non è mai facile, non è per tutti. Sono contento di essere tornato qui, in un campo in cui ho vissuto tante emozioni".
Cosa rappresenta per me la Juventus? La Juventus è il posto in cui ho imparato a giocare davvero per una maglia, per i tifosi, i dipendenti, tutti. Non è una cosa scontata, ti spinge tanto in campo.
Tornerei alla Juventus in altre vesti? Me lo chiedono ogni giorno: sicuramente sì, non ci penserei nemmeno. Ho ancora un anno con il Flamengo e tanti obiettivi. Poi non so se avrò ancora la testa giusta per giocare a calcio alla fine del contratto, quindi... mi aspetta un futuro fuori dal campo e la Juventus è casa mia. Non ci penserei neanche".
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