Esclusiva BN - Prof. Bava: "Contestazioni della Consob alla Juve un tecnicismo, per Deloitte non ci sono rilievi su plusvalenze"
Fare una corretta informazione non è soltanto un dovere civico, ma una grande missione di responsabilità per giornalisti e addetti ai lavori. Nelle ultime ore, i soliti noti, rispolverando vecchie notizie totalmente decontestualizzate, stanno tornando a scaldare il sentimento anti-juventino sul facile e fertile terreno dei social. Un non luogo dove si può trovare di tutto: dal bravo professionista che fa con correttezza e coscienza il proprio lavoro, agli sciacalli dell'informazione che alimentano e cavalcano sentimenti popolari alla ricerca di polarità perduta. Ci trovi i leoni da tastiera, gli odiatori seriali e coloro i quali, senza né arte né parte, pensano di poter spiegare cose che non conoscono e insegnare mestieri che non hanno mai intrapreso.
Nelle ultime ore abbiamo particolarmente apprezzato gli interventi sui social e sui giornali del professor Fabrizio Bava, docente ordinario in Economia aziendale all’Università di Torino. Il professore si è espresso in merito ai rilievi fatti dalla Consob, l’authority di vigilanza sui mercati, sul bilancio d’esercizio al 30 giugno 2022 della Juventus considerato non conforme “ai principi contabili IAS 1 di “Presentazione del bilancio”, e IAS 8 “Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori”, mentre il bilancio consolidato semestrale al 31 dicembre 2022 non sarebbe conforme ai principi contabili internazionali IAS 1 “Presentazione del bilancio”, IAS 8 “Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori”, IAS 34 “Bilanci Intermedi”, e IAS 38 “Attività immateriali”.
Professore visto che si sta facendo, come al solito in maniera strumentale, molta confusione sulla vicenda ce la può chiarire?
“Prima di tutto mi preme ricordare che la Juventus ha risposto con un comunicato molto chiaro, sostenendo che continuerà a collaborare e cooperare con l’autorità di vigilanza ma che rimane convinta di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie. Questo è un punto determinante perché, in sostanza, la Consob continua a considerare lo scambio tra due giocatori (plusvalenze a specchio) una permuta con le conseguenze che ciò comporta sulla contabilizzazione. La Juventus, dal canto suo, non la considera una permuta ma due distinte operazioni, una vendita e un acquisto e ritiene che i valori attribuiti ai calciatori siano affidabili, pur non esistendo un valore oggettivo. In definitiva la Consob contesta alla Juventus, nella pubblicazione del bilancio 2022, di non aver corretto i rilievi già fatti in precedenza correggendo le voci acquisti e vendite in permuta".
Ma per la Juventus continua a non essere così...
“Di qui la puntualizzazione del club che sostiene di aver agito sempre correttamente. Tutto ruota attorno ad un tecnicismo su cui non tutti la pensano allo stesso modo".
Nel frattempo, tuttavia, le relazioni di revisione sul bilancio dell'esercizio 2022/2023 della Juventus condotte dalla società Deloitte & Touche "non contengono rilievi sulla contabilizzazione delle operazioni di cessione e contemporaneo acquisto di diritti alle prestazioni sportive dei calciatori concluse con la medesima controparte".
Professore come mai per la Deloitte non ci sono rilievi da fare?
“Effettivamente i revisori dei conti contestano delle cose alla Juventus, ma come già lo scorso anno, non hanno formulato rilievi sulle operazioni incrociate. L’aspetto singolare è che, come noto, le famose plusvalenze incrociate sono costate care alla Juventus, sia in termini sportivi sia economici”
Altro che finale a “tarallucci e vino”...
“Espressione assolutamente incoerente con quello che è successo, perché la Juventus ha pagato in termini economici in maniera molto importante e non per i 718mila euro del patteggiamento ma per l'impossibilità di andare a giocare la Champions conquistata sul campo. Una perdita economica di un centinaio di milioni, altro che tarallucci e vino non esiste nella storia del calcio una squadra che abbia pagato di più. Non solo, qualcuno ne ha beneficiato senza motivo.”
Il Milan?
“Si, perché punire un club per reati contabili non significa dover premiare qualcun altro solo perché è la prima squadra dietro in classifica. La Juventus non ha perso soltanto i soldi per la partecipazione alla Champions ma ha visto andare in fumo letteralmente tutta una serie di voci di guadagno determinanti per un club come quello bianconero che ha come obbligo, vista l'entità dei costi fissi per ingaggi e ammortamenti, di andare sempre tra le prime quattro. Anche la prossima stagione, in termini di bilancio, sarà un bagno di sangue per la Juventus che ne è uscita oltremodo danneggiata dal punto di vista economico”.
Anche sul filone side letter c'è distanza tra Consob e Deloitte?
“Si, perché anche se Deloitte afferma che il quadro sia poco chiaro e da monitorare, allo stesso tempo afferma che le side letter potrebbero complessivamente incidere in una minore perdita di 11 milioni, un ammontare poco rilevante. La Consob, invece, sulle side letter ha una posizione più severa perché ritiene che, anche se non valessero nulla in sede sportiva, sarebbero state da considerare nel bilancio, avendo creato un’ aspettativa, una promessa implicita. Anche qui si tratta di un tecnicismo molto complesso su cui ci possono essere divergenze di opinioni. Sul caso Ronaldo la Juventus non considera neanche lontanamente l’ipotesi della soccombenza, infatti è stata solamente riportata un’adeguata informativa, senza per iscrivere fondo rischi a bilancio".
Quindi i nuovi rilievi della Consob portati recentemente alla luce dal Sole24ore non rappresentano nulla di nuovo?
“Assolutamente no, i fatti contestati sono già tutti stati oggetto, in sede sportiva, di una condanna già costata alla Juventus 100 milioni. L’unica novità, è la posizione della Consob, severa, sull’inquadramento delle side letter, che sarà oggetto di vivaci dibattiti se mai dovesse esserci il processo a Roma”.
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