Fiducia totale in Spalletti: la Juve riparte dalla sua guida

Fiducia totale in Spalletti: la Juve riparte dalla sua guidaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:58Altre notizie
di Redazione Bianconeranews

Il calcio italiano vive di cicli, ma soprattutto di identità che si scontrano e si mescolano. In casa Juventus, la ricerca di un equilibrio tra la vittoria a ogni costo e la proposta di un gioco moderno è diventata il tema centrale degli ultimi anni. Oggi più che mai, dopo l’eliminazione europea contro il Galatasaray e con il quarto posto ancora da inseguire, la società ha scelto di ripartire da una certezza: Luciano Spalletti.

L’impresa Champions è stata soltanto sfiorata, ma nella notte dell’Allianz Stadium si è vista una squadra viva, orgogliosa, capace di reagire. È da quella scintilla che la Continassa vuole ripartire, già dalla sfida dell’Olimpico contro la Roma. I dirigenti guardano al presente, ma anche oltre: l’incontro della prossima settimana servirà a consolidare il progetto e avvicinare il rinnovo del tecnico, condividendo con lui le prossime mosse di mercato.

Le proiezioni sui futuri assetti tecnici dei club, che si riflettono spesso in analisi e approfondimenti su portali come Marathonbet, William Hill o NetBet, evidenziano quanto la solidità di un progetto parta sempre dalla scelta del leader in panchina. Una visione confermata anche dalle recenti cronache di Sky Sport, che sottolineano come la maturità raggiunta dall'allenatore di Certaldo lo collochi in una dimensione d'eccellenza assoluta nel panorama europeo.

Identità tattica e anima ritrovata
Il primo motivo per cui Spalletti è l’uomo giusto riguarda la costruzione di un’identità riconoscibile. La Juventus ha sempre avuto nel pragmatismo uno dei suoi marchi di fabbrica, ma negli ultimi anni quel modello ha perso efficacia contro squadre più dinamiche e coraggiose. Spalletti sta lavorando per fondere estetica ed efficacia, senza tradire la tradizione bianconera.

Il suo calcio è fluido, adattabile: 4-3-3 o 4-2-3-1 come base, con la possibilità di passare alla difesa a tre nei momenti chiave. Contro il Galatasaray, al di là del risultato, si è vista una squadra intensa, aggressiva, con autostima. Non è un dettaglio. Lo stesso Spalletti, dopo aver scelto il silenzio a caldo, ha parlato al gruppo in allenamento puntando proprio sull’autostima: mantenere quel livello anche in campionato è la chiave per riavvicinare il quarto posto.

Giocatori come Yildiz, Locatelli, Thuram e McKennie rappresentano l’ossatura su cui costruire. Koopmeiners, visto mezz’ala nel 4-3-3, può ancora trovare una dimensione stabile. La sensazione è che, al netto delle difficoltà, la squadra abbia ritrovato un’anima. E molto del merito va al lavoro psicologico e tattico dell’allenatore.

Gestione del gruppo e progetto condiviso
Il secondo motivo è la gestione del capitale umano. Spalletti è un tecnico che pretende responsabilità, ma sa valorizzare chi dimostra di meritare fiducia. La società sembra averlo capito: Yildiz è stato blindato, per McKennie si attende solo l’ufficialità del rinnovo, mentre si proverà a trattenere Vlahovic a condizioni sostenibili. In caso contrario, si interverrà sul mercato per un nuovo numero nove da affiancare a David, destinato a raccogliere l’eredità di Openda.

Comolli è attivo su più tavoli: la Juventus resta vigile su profili di qualità ed esperienza come Bernardo Silva e Leon Goretzka, oltre a monitorare situazioni a parametro zero come quella di Celik. L’idea è chiara: confermare i pretoriani di Spalletti e aggiungere talento e personalità per alzare il livello tecnico della rosa.

Restano nodi da sciogliere, a partire dal ruolo del portiere e dalla definitiva consacrazione di alcuni interpreti offensivi. Ma la direzione è tracciata. Anche Chiellini è stato netto: il futuro sarà con Spalletti.

Alzi la mano chi ancora non crede che sia l’allenatore giusto per la Juve. I risultati possono essere discussi, ma l’identità, la mentalità e la credibilità internazionale sono tornate. Per una società che vuole unire tradizione e modernità, è il punto di partenza più solido possibile.