Gavillucci: "L'AIA necessita di riforme, ma perché bisogna barattare l'indipendenza?"

Gavillucci: "L'AIA necessita di riforme, ma perché bisogna barattare l'indipendenza?"TUTTOmercatoWEB.com
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di Daniele Petroselli

L'ex arbitro Claudio Gavillucci, in collegamento con TMW Radio, ha parlato della possibile riforma degli arbitri: "Gli arbitri di fatto sono già professionisti e pensano solo al calcio, che non hanno tutele contrattuali come hanno i calciatori. Manca la parte di tutele contrattuali da lavoratori. Non riesco a comprendere perchè si debba passare a creare una società che debba gestire gli arbitri per far sì che questi ottengano quei diritti, che non si possono barattare con l'indipendenza che ha ottenuto negli anni".

E ha spiegato: "Il problema dell'AIA è tecnico. La riforma che vuole fare Gravina è perché gli arbitri sono il perno dello show calcistico, sono i registi in campo. Oggi intorno all'arbitro c'è un business mediatico che può generare denaro. La FIGC non ha a cuore l'aspetto tecnico. Non si è fatto nulla per cambiare l'andamento del campionato a livello tecnico. Se una squadra non porta risultati, la prima cosa che un presidente dovrebbe fare è cambiare l'allenatore, non cambiare la maglietta. Oggi si cambia la maglietta dell'AIA per mettere quella della FIGC. La FIGC non è garanzia di terzietà. Sappiamo che nella Lega ci sono squadre che la pensano in una maniera e altre in un'altra e il presidente eletto è l'espressione di una certa corrente. E non può dirigere lui gli arbitri, che devono essere autonomi o si torna indietro di vent'anni. L'AIA necessita di riforme, i risultati parlano chiaro, ma perché bisogna barattare l'indipendenza e l'autonomia tecnica con i cambiamenti che devono essere fatti?".