Juventus Club Sordi, il raduno nazionale celebra dodici anni di crescita e inclusione

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di Nerino Stravato

Juventus Club Sordi, il raduno nazionale celebra dodici anni di crescita e inclusione

Una passione che unisce, oltre ogni limite. Nella giornata di ieri si è tenuto il raduno nazionale dello Juventus Club Sordi, un appuntamento che ha confermato quanto il tifo juventino possa diventare un potente strumento di inclusione e condivisione.

L’evento ha riunito tifosi provenienti da tutta Italia e non solo, trasformando la fede per la Juventus in un’occasione concreta di incontro e partecipazione per la comunità sorda. Non solo una celebrazione, ma un momento capace di rafforzare legami e creare nuove connessioni.

Dodici anni di impegno e sviluppo

Alla base del successo dell’iniziativa c’è una struttura organizzativa solida. Il lavoro di Rosanna Bianchi, affiancata da Filippo Jurman ed Elena Bellotti, ha garantito continuità a un progetto cresciuto anno dopo anno.

Determinante anche il contributo di Michele Casa di Bari, vice responsabile del club, figura centrale nello sviluppo della rete nazionale e punto di riferimento per l’intera comunità.

Un plauso particolare è stato rivolto a Gaetano Cacciapaglia, che ha favorito l’integrazione tra tifosi sordi e udenti all’interno dei Juventus Official Fan Club DOC, contribuendo a creare un ambiente aperto e inclusivo.

Una community sempre più attiva

Il progetto continua a crescere anche online: il club, coordinato da Pietro Alfieri e Arianna Cosimi, conta oggi circa 500 iscritti nel gruppo Facebook ufficiale. Una rete che facilita la partecipazione agli eventi e rende il mondo Juventus sempre più accessibile.

L’obiettivo è chiaro: permettere a ogni tifoso di vivere pienamente la propria passione, abbattendo ostacoli e favorendo l’accesso alle esperienze legate alla squadra bianconera.

Il calcio come spazio di inclusione

Dal raduno emerge con forza un concetto preciso: lo sport può essere un mezzo concreto per normalizzare la disabilità. Lo Juventus Club Sordi rappresenta un esempio virtuoso di come il calcio possa diventare un terreno comune, dove ogni differenza trova spazio e valore.

Vivere la partita, condividere emozioni e sentirsi parte di una comunità: tutto questo diventa possibile grazie a un approccio inclusivo che mette al centro le persone.

Prossima tappa già fissata

Lo sguardo è già rivolto al futuro. Il prossimo raduno nazionale è in programma per il 16, 17 e 18 maggio 2026, con l’obiettivo di continuare a crescere e coinvolgere sempre più tifosi.

Un appuntamento che si preannuncia ancora più partecipato, nel segno della Juventus, dell’accessibilità e di una comunità che continua a dimostrare, anno dopo anno, la propria forza. Fino alla fine.