L'ex procuratore Pecoraro: "Gravina non ha interferito su processi e indagini, diversamente da..."

L'ex procuratore Pecoraro: "Gravina non ha interferito su processi e indagini, diversamente da..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Daniele Petroselli

A CRC l’ex procuratore della FIGC Giuseppe Pecoraro ha parlato di alcuni argomenti caldi in Serie A: "La separazione delle carriere tra arbitro e il VAR è necessaria poiché sono due posizioni che adottano due modalità di giudizio diverse: l’arbitro di campo è abituato all’azione veloce e rapida mentre chi si trova al VAR deve giudicare la moviola, l’azione lenta. C’è una diversità di gioco, di velocità e di intensità che rendono diverso il tipo di visione da adottare. Bisogna specializzare chi si trova al VAR a giudicare un certo tipo di azione che si possono vedere da più inquadrature grazie all’uso delle telecamere".

Poi ha aggiunto: "Gli unici poteri forti della Serie A sono quelli del Presidente della FIGC Gabriele Gravina. Nonostante abbiamo perso due mondiali, Gravina è sempre lì, ha i suoi appoggi ed è stato rieletto con il 98% dei voti e nessuno si prende le responsabilità di quello che succede (...) I poteri forti sono solo quelli che ci sono nel consiglio federale. Il consiglio federale è il rappresentante di tutte le anime del calcio italiano. Quando ascoltai le intercettazioni sull’inchiesta sul bagarinaggio della Juventus, esclusi Marotta dalle indagini. Io non credo esista una forma di calciopoli oggi poiché non ne ho le prove, ma penso che Marotta con quelle dichiarazioni dopo Napoli-Inter ha voluto mandare un messaggio". E non solo: "Io me ne sono andato dalla FIGC poiché sono stati diminuiti i giorni in cui si poteva svolgere l’indagine e il numero di procuratori. Queste decisioni a me non andavano bene perché poi penso: 'Io quando le faccio le indagini?'. Così me ne sono andato, ma devo essere sincero. Gravina non ha mai interferito sui processi o sulle indagini, diversamente da come ha fatto con i controlli dei bilanci. Vi avverto, dobbiamo portare avanti una battaglia contro quelli che scommettono e chi li copre (...) Non esiste una nuova calciopoli, ma di sicuro il calcio deve apparire più pulito".