La Procura Figc chiede gli atti a Milano: si riapre l’indagine sportiva
La Procura federale guidata da Giuseppe Chiné ha deciso di tornare sui propri passi e ha chiesto alla Procura di Milano gli atti dell’inchiesta che potrebbe riaprire anche il filone sportivo sul caso Rocchi. La mossa arriva dopo l’avviso di garanzia per concorso in frode sportiva e riaccende i riflettori su una vicenda che, in un primo momento, era stata archiviata proprio dallo stesso Chiné.
La Procura Figc aveva chiuso il procedimento nato dall’esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, relativo alla sola partita Udinese-Parma, ritenendo che non fossero emersi profili disciplinari. Ora però la richiesta degli atti a Milano, che a quanto pare sarebbe arrivata prima ancora di quella della Procura Generale dello Sport, indica un possibile cambio di valutazione. Un doppio binario che lascia presagire del caos, perché ancora una volta la giustizia sportiva ha dimostrato di avere più velocità a seconda dell’oggetto del contendere.
Sul caso, inoltre, pesa anche la posizione del ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha criticato il modo in cui la denuncia è stata gestita all’interno del sistema calcistico. Intanto, dall’ambiente federale filtra prudenza: solo l’esame delle carte milanesi dirà se il fascicolo potrà essere riaperto formalmente, ma dal punto di vista dell’immagine, il sentimento popolare si è già schierato: serve pulizia.
Il punto focale è altrettanto chiaro: se i nuovi atti dimostreranno elementi utili a superare la precedente archiviazione, cosa succederà a Chiné e alla Procura della Figc? In attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, che potrebbe cancellare per sempre l’attuale ordinamento sportivo, la politica potrebbe spingere il Coni al commissariamento della federazione prima delle prossime elezioni.
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