Portanova condannato a sei anni di reclusione. Papà Daniele: "Avete voluto il mostro"

Portanova condannato a sei anni di reclusione. Papà Daniele: "Avete voluto il mostro"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 17 aprile 2026, 10:00Altre notizie
di Fabiola Graziano

La Corte d'Appello di Firenze ha confermato in Appello la condanna a sei anni di reclusione per Manolo Portanova, ex calciatore della Juventus oggi in forza alla Reggiana, per violenza sessuale di gruppo perpetrata nel 2021 nei confronti di una studentessa romana. Una volta appresa la sentenza, il centrocampista ha espresso così tutta la propria amarezza: "È assurdo, sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile, sono innocente e ho portato le prove. Non mi fermerò perché credo nella giustizia".

Alle sue parole hanno fatto eco quelle del padre Daniele Portanova, ex calciatore anche lui, che sui suoi canali social ha scritto:

"Avete voluto il mostro. Ora guardatelo negli occhi.
Sono rimasto in silenzio per anni. Ho aspettato che i tribunali facessero il loro lavoro, convinto che le carte avrebbero parlato più forte delle urla. Mi sbagliavo. In Italia, per arrivare alla verità, serve un cadavere da piangere o un bersaglio da colpire. Mio figlio è diventato quel bersaglio.

Oggi non ha fallito solo un uomo, ha fallito un sistema che ha emesso la sua condanna dal primo giorno. Senza leggere. Senza guardare quelle chat, quei video e quelle prove che smentiscono, punto su punto, una parola che è stata trattata come legge, nonostante sia stata smentita dai fatti.

Perché questo accanimento?
Perché si chiama Portanova?
Perché è un calciatore e fa “audience”?
Perché distruggere la vita di un ragazzo di vent’anni porta più click che ammettere un errore giudiziario?

Avete scelto la via più facile: ascoltare solo chi vi faceva comodo e tapparvi le orecchie davanti all’evidenza. Ma la verità non ha bisogno di applausi, ha bisogno di onestà. E se quello che volete è un processo mediatico, ora lo avrete. Non difendo solo un figlio, difendo il diritto di ogni cittadino condannato ingiustamente. 

La giustizia oggi ha preferito non vedere, ma noi non abbiamo perso la voce.
Ci vediamo in Cassazione. A testa alta".