Torchia a RBN: "Capisco le richieste di Spalletti per la Juve del futuro"
Davide Torchia è intervenuto a Radio Bianconera, durante Rassegna Stramba. L'agente sportivo, in primis ha parlato della Nazionale, impegnata questa sera contro la Bosnia nella finale dello spareggio mondiale: "E' una parentesi che interessa, siamo tutti tifosi dell'Italia. Quando però non c'è il campionato, manca qualcosa per tutti". Sul mercato: "Ammesso e non concesso non si cambino 8/9 giocatori, a mio avviso improbabile, sarebbe clamoroso, su una rosa di 25 elementi. Non credo si arrivi a questo. L'Italia quando ha avuto risultati, si è sempre appoggiata ad un gruppo che da anni giocava insieme. Per esempio la Juve. Chi riesce ad inquadrare una buona base, ha vantaggi ad implementare. vedendo i cicli, è così".
Sulle richieste di Spalletti: "E' comprensibile chieda diversi elementi. Se un club come la Juve non può matematicamente basarsi sul fatto di ambire sempre e solo tra le prime quattro. I bianconeri devono avere un ciclo vincente. Se arrivi secondo e perdi lo scudetto fino alla fine è un conto, ma se durante tutta la stagione non vai oltre i primi tre, è altro discorso. Bisogna passare ad uno step più alto e lo sanno anche i dirigenti della Juve". Sulla corsa Champions di quest'anno: "Il Como ha il bonus che sta sull'onda dell'entusiasmo, classica posizione di privilegio della squadra che si trova in una posizione in cui non pensava fosse. Se arriva però una piccola difficoltà forse non hanno gli strumenti per affrontarla, a differenza di un grande club. certo, se le vince tutte tanto di cappello. La Juve sa muoversi tanto nella tempesta, quanto nel mate calmo. La classifica comunque è quella. Non sarà una lotta facile e nemmeno scontata".
Se la Juve non va in Champions fallimento dell'allenatore? Risposta: "Non guardo solo il risultato, anche se poi conta quello. La squadra ha fatto bene, è nettamente cambiata. E' stata altalenante. Senza qualificazione bisognerà vedere poi quale squadra costruire. la società poi farà anche un discorso legato alla questione economica. La cosa massima sarebbe cosa ci si potrà permettere in entrambe le ipotesi, con o senza Champions". Sulla possibile cessione di Bremer: "Il prezzo di 60 milioni di euro può essere giusto, oscillerà. Comunque è un difensore, ci saranno i Mondiali, giocare eventualmente nel Brasile è importante per certificare il suo valore. La rassegna iridata cambia il mercato. Poi dipende anche dall'ipotetico acquirente. Ci sono varie valutazioni e diversi obiettivi. Una società non sempre riesce a prendere il giocatore messo in pole position. Ci sono molti giocatori in scadenza. Ora ne vanno tanti bravi. C'è una scelta maggiore, quindi i prezzi si abbassano".
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