Giù le mani da Gleison Bremer: la Juve deve costruire, non ricominciare

Giù le mani da Gleison Bremer: la Juve deve costruire, non ricominciareTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:35Calciomercato
di Massimo Reina
Bilancio o non bilancio, avrebbe davvero senso privarsi proprio di uno dei giocatori più solidi e rappresentativi della squadra?

Il messaggio, tra le righe e non solo, è chiaro: Gleison Bremer sta bene a Torino e non sembra avere intenzione di cambiare aria. Il difensore brasiliano si è imposto come uno dei leader della Juventus, un punto fermo dentro una rosa che negli ultimi anni ha attraversato più di una fase di trasformazione. E oggi, pare, abbia rifiutato una sontuosa offerta proveniente dalla Turchia, sponda Galatasaray.

Eppure il mercato, si sa, vive di equilibri fragili. Le valutazioni economiche spesso finiscono per pesare quanto le esigenze tecniche e, davanti a offerte importanti, ogni società è chiamata a fare delle scelte. Le indiscrezioni su una possibile apertura della Juventus a una cessione solo davanti a determinate cifre aprono però una riflessione inevitabile: avrebbe davvero senso privarsi proprio di uno dei giocatori più solidi e rappresentativi della squadra?

Bremer oggi non è soltanto un difensore centrale. È leadership, forza fisica, continuità, capacità di reggere la pressione nei momenti difficili. È uno di quei giocatori che danno identità a un reparto e che, proprio per questo, non sono semplici da sostituire. E dopo un anno vissuto tra un grave infortunio e le difficoltà tipcihe del rientro, si prepara a tornare a grandi livelli per questa nuova stagione in arrivo. 

Cedere il brasiliano significherebbe certamente generare una plusvalenza e risorse importanti da reinvestire, ma comporterebbe anche il rischio di indebolire una delle poche certezze costruite negli ultimi anni. Una situazione che richiederebbe poi un nuovo investimento per trovare un sostituto all'altezza, con la concreta possibilità di spendere molto per ricreare ciò che già si possiede.

La priorità della Juventus resta comprensibilmente quella di riequilibrare i conti: ridurre il monte ingaggi, alleggerire la rosa dagli elementi non più centrali nel progetto e tornare a investire in modo sostenibile. Una strategia necessaria, ma che deve essere accompagnata da una visione tecnica precisa.

Perché il vero punto non è semplicemente vendere o non vendere. Il punto è capire quale direzione si vuole seguire.

La soluzione più logica, infatti, sarebbe quella di trovare un difensore del livello di Bremer da affiancare a Bremer, non un giocatore chiamato a prenderne il posto. La Juventus ha bisogno di aumentare la qualità della rosa, costruendo alternative affidabili attraverso giovani di prospettiva, seconde linee all'altezza e occasioni di mercato come i parametri zero di valore.

Il rischio più grande sarebbe tornare alla vecchia logica del "un passo avanti e uno indietro": vendere un pilastro per finanziare una ricostruzione che poi richiede anni per riportare lo stesso livello.

Una grande squadra non si costruisce smontando ogni estate le proprie fondamenta. Si costruisce proteggendo i suoi migliori giocatori e aggiungendo nuovi mattoni di qualità.

E oggi, tra quei mattoni, Gleison Bremer dovrebbe essere considerato una delle colonne portanti della nuova Juventus.