Caro D(j)ario, ma quanto è bello tornare a sollevare un trofeo?

Caro D(j)ario, ma quanto è bello tornare a sollevare un trofeo?
giovedì 16 maggio 2024, 17:00Caro D(j)ario...
di Dario Ghiringhelli
fonte Radio Bianconera

Caro D(j)ario,

che bello tornare a vincere! La partita di ieri sera ha riportato nei tifosi della Juve quella bellissima sensazione che si ha nel vedere i propri beniamini alzare una Coppa perché sì, in campo ci vanno loro, ma la Coppa la vinciamo tutti. Siamo tutti campioni della Coppa Italia, un trofeo spesso sminuito ma che in periodi di vacche magre vale più dell’oro stesso; se poi arriva dopo 3 anni disgraziati e un finale di questa stagione thrilling, dove persino la Salernitana retrocessa riesce a non farci esultare in casa nostra, allora ecco che il sapore è davvero dolcissimo.

La Juve ieri sera ha giocato bene. O meglio, ha giocato come sa e come ci ha fatto vedere di saper fare per tutto il girone di andata. In quello di ritorno qualcosa si è evidentemente inceppato, e non si è più sciolto, almeno fino a ieri sera, dove tutto sembrava andare come sarebbe dovuto andare sempre: giocatori grintosi, giocate sopraffine (il gol di Vlahovic arriva al termine di una triangolazione volante tra McKennie, Cambiaso, e poi un’imbucata stupenda per Dusan), tanta voglia di festeggiare coi compagni e coi tifosi e di essere di nuovo più forti di tutti e tutto. Il riferimento all’arbitraggio e al VAR non è affatto casuale, perché ieri sera abbiamo visto il solito gol annullato (ancora a Vlahovic, ancora su assist di Cambiaso) per lembo di pelle in fuorigioco, un rigore su Dusan che ancora grida vendetta, un potenziale rosso per intervento sulle parti nobili di Yildiz archiviato come sempre come “strisciata” e non come fallo, più altri episodi minori tipo Chiesa fermato per controllo di petto spacciato per mano. Ma ieri sera andava bene così, anzi ha rafforzato il valore di queste vittorie, probabilmente l’ultimo trionfo di corto muso di Allegri che per quanto sta emergendo nelle ultime ore potrebbe addirittura essere esonerato anzitempo.

Però ieri sera, diciamolo, ha gasato. Ha gasato persino lo stesso Cambiaso che lo applaude come un bambino quando dopo l’ennesimo sgorbio arbitrale si è strappato la giacca stile Hulk e ha iniziato a gridare “dov’è Rocchi? Dov’è Rocchi?”. Bello l’abbraccio finale con i giocatori che lo portano in trionfo, commovente la seduta davanti alla curva festante che sa di saluto definitivo a prescindere dai fatti successivi. La Juve probabilmente non sarà più sua, ma quella di ieri lo è stata eccome: concentrata dietro, efficace in avanti anche se abbiamo segnato un solo gol, ma tanto è bastato. Danilo aveva il sorriso di chi alza un trofeo la prima volta, lui che di finali ne ha giocate più di tutti, e poi c’era chi lo alzava per la prima volta davvero, uno su tutti quel Kenan Yildiz che tutti vogliono alla Juve invece per molti altri anni ancora.

Ah sì, nel frattempo, anche se più per merito di quella stessa Atalanta che ieri sera abbiamo battuto che nostro, siamo anche matematicamente in Champions League l’anno prossimo. Adesso possiamo tirare il fiato e goderci le ultime due partite in serenità, senza patemi, con un trofeo in bacheca in più e la riprogrammazione estiva che può ufficialmente e definitivamente partire. Ieri a festeggiare c’era anche Nicolò Fagioli, che complice il posticipo a lunedì (e gli obiettivi raggiunti) potrebbe cedere il campo per la prima volta in questo 2024. Si ripartirà (anche) da lui e dalla definizione di alcune questioni spinose, a partire ovviamente da Allegri.

Intanto noi tifosi godiamo ancora un po’, per la quindicesima volta in questa manifestazione che non ho mai disprezzato nemmeno quando la vincevano gli altri figuriamoci adesso che la abbiamo (ri)vinta noi!

Dario