Orgogliosamente facinorosi!
Orgogliosamente facinorosi. E’ questa l’unica risposta che le possiamo dare caro presidente Gravina, ringraziandola, perché in questo periodo storico fatto di divisioni all’interno della tifoseria bianconera, lei è l’unico che ha la capacità di tornare ad unire il popolo juventino. Lo ha unito nella campagna partita con le disdette alle televisioni, lo ha unito, e su questo fossi in lei mi farei una bella domanda, sull’antipatia verso la nazionale, lo ha unito in un moto di indignazione verso la federazione che ha pochi precedenti. Vede caro presidente, mi ero ripromesso di occupare questo spazio parlando di argomenti più interessanti, ma la sua ultima esternazione (anche qui forse i suoi consiglieri sulla comunicazione dovrebbero assisterla di più) relativa ai “facinorosi” che sarebbero poi i tifosi della Juve perché saremo pure “juventini” ma l’anello al naso lo abbiamo tolto da tempo,non poteva passare sotto silenzio.
Le ricordo, illustrissimo presidente, che con i propri soldi ognuno fa quello che vuole, e se per lei chi ha deciso di non finanziare più il movimento che lei presiede è un facinoroso, dopo il teatrino messo in piedi nei mesi scorsi, bene sappia che siamo orgogliosi di esserlo. Mi porrei piuttosto qualche domanda: come si può fare a recuperare il rapporto di fiducia? Come si potrà rendere credibile l’Ingiustizia sportiva? Come si possono convincere i facinorosi a tornare sui loro passi? Forse un primo atto potrebbe essere rappresentato dalle sue dimissioni, visto che, lasciando perdere tutto il resto, a livello di risultati sul campo il suo mandato è un susseguirsi di fallimenti. Ah vero, abbiamo vinto l’Europeo del 2020 e anche il mondiale del 2006..
Dunque i famosi 6000 facinorosi hanno fatto un bel danno, e immaginiamo come le ultime parole del presidente federale siano state accolte nei piani alti delle piattaforme televisive, alle prese con una massiccia campagna di “promozioni” per evitare un’ulteriore fuga che, sia chiaro, non è soltanto firmata dai tifosi juventini.
Cosi come la stessa società bianconera ha il compito, non facile, di ricostruire un rapporto con i suoi sostenitori. Molte cose stanno cambiando, sia sul campo, con l’arrivo di Giuntoli, sia fuori, grazie al lavoro di Francesco Calvo, ma la ferita per il teatro dell’assurdo vissuto da gennaio in poi è ancora aperta. Il popolo bue, quello che non ragiona ma si affida a improvvisati fenomeni da social, continua a rilanciare il mantra “hanno patteggiato, i soliti ladri, sabaudi e con le mani in pasta” non capendo minimamente che la Juve è stata punita per una norma che non esiste, e che anzi, continua a mantenere a galla quel che resta del calcio italiano, cosi come ha candidamente affermato Giovanni Carnevali rispetto al “ favore” fatto alla Roma.
Ma questa è la conseguenza dell’aver stretto la mano a chi oggi definisce facinorosi, che sia ben chiaro non rappresenta nessuna offesa anzi, i tifosi della Juventus, saturi e stanchi. Ecco perché la società ha il difficile compito di riaprire il dialogo e riaccendere un minimo di entusiasmo alla vigilia dell’inizio della nuova stagione. Il primo tassello è stato messo, rispetto a qualche mese fa esiste una gerarchia societaria importante e ben visibile, con uomini di campo pronti a dare il loro contributo alla nuova era. Ma il lavoro da fare è ancora molto, soprattutto per portare credibilità alla squadra e di conseguenza a tutto lo staff. Siamo già alla vigilia del raduno, che avverrà il 10 luglio, ma accogliamo con piacere il ritorno anticipato di Pogba, desideroso di ridare alla Juve tutto quello che ha tolto lo scorso anno. Caro Paul, spero che tu possa smentirmi, lo ammetto sono abbastanza scettico, ma ho la consapevolezza che dalle tue giocate potrebbe passare una fetta importante della nostra prossima stagione. Nel frattempo noi facinorosi restiamo alla finestra e ci godiamo questo tentativo di vendere i diritti del prossimo futuro di una serie A che conta sempre meno. Quanti danni hanno fatto i 6000, brutti sporchi e cattivi, facinorosi…
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