Corsa contro il tempo

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Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
Sta per arrivare il Parma a Torino, ma la Juventus è anche e soprattutto concentrata sul mercato: non c'è tempo da perdere

Sono giorni caldi, caldissimi per la Juventus, che sul campo lavora per preparare la gara contro il Parma e negli uffici della Continassa cerca di stringere per chiudere la rosa in questo mercato dalle mille sfaccettature. In queste ore mister Luciano Spalletti ha salutato definitivamente Perin e in prestito Di Gregorio, abbracciando il nuovo vice Vicario (Grabara), ma chiedendo un ulteriore sforzo ai “direttori”.

Di sicuro, sabato contro il Parma all’Allianz Stadium bisognerà fare meglio della trasferta di Frosinone. In tutto: in termini di questo famoso “gioco moderno”, in termini realizzativi e anche di mentalità nel gestire un vantaggio risicato senza rischiare. È stato per anni un tormentone: se non la dà l’allenatore la mentalità, chi deve darla?

L’impressione è che, complice l’obiettivo minimo fallito lo scorso anno per la prima volta dopo 15 stagioni, Spalletti non sia serenissimo e in alcuni momenti lucidissimo, come confermano i cambi del secondo tempo di Frosinone. Ma non c’è purtroppo tempo, perché tra poco farà un anno che il tecnico di Certaldo è alla Continassa. Sapendo benissimo di andare incontro a una critica feroce e di non avere tempo per costruire, l’ex Napoli continua a chiedere altri innesti di esperienza. Da Sorloth per l’attacco a Kessie per il centrocampo, senza lesinare un terzino sinistro.

È corsa contro il tempo da qualunque parte la situazione la si guardi. Contro il Parma la Juventus deve vincere e convincere con i giocatori che ha. Perché al netto della “filosofia” dell’allenatore, non è che senza punta di un metro e 90 non si possano vincere le partite. Tevez, alto 171 centimetri non avrebbe potuto giocare in questa Juventus?

È una questione di livello ed è evidente che i giocatori costosi che ha avuto fino ad oggi la Juve (2° monte ingaggi della Serie A), ma anche l’allenatore, non siano stati al livello richiesto. Nonostante le difficoltà dovuti agli esuberi invendibili ereditati dalle precedenti gestioni, i paletti finanziari imposti in Italia e all’estero, “i direttori” stanno facendo un lavoro immane e sono chiamati ora allo sprint finale.

Bisogna assolutamente far uscire Cabal, Koopmeiners e David (Gonzalez può restare fino a gennaio visto l'infortunio di Yildiz), altrimenti toccherà ad Ekhator fare spazio in avanti. Kessie arriverà ad ogni costo per dribblare eventuali vie traverse dopo l’addio di Miretti, mentre l’attaccante è una manovra più complicata. Comunque vada, sarà una Juve migliore rispetto allo scorso anno e scuse non ce ne saranno: dovrà essere almeno 4° posto.