In bilico tra possibilità e necessità: il duro lavoro della nuova dirigenza bianconera

In bilico tra possibilità e necessità: il duro lavoro della nuova dirigenza bianconeraTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:05Editoriale
di Vincenzo Marangio

Un antico adagio recita: "è un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo". Si sposa perfettamente con la mission, quasi, impossible che stanno portando avanti Carnevali, Massara e Ottolini, in perfetta sintonia e con le idee chiare, consapevoli, soprattutto, dei limiti da considerare prima di ogni operazione e senza farsi prendere dall'ansia di non riuscire a chiudere entro il termine del primo settempre le operazioni sulla tabella di marcia. Sono già troppe, francamente, le critiche che arrivano dall'interno del mondo Juve e, soprattutto, dall'esterno. Ci sono tifosi bianconeri, addetti ai lavori, ex allenatori, opinionisti che non fanno altro che rimarcare le difficoltà sul mercato della Juventus o qualche problemino in campo visto nella prima gara contro il Frosinone. Il problema è che il mercato non è ancora finito, che la dirigenza è cambiata per la terza volta consecutiva, che senza Champions si perdono soldi e appeal e che si doveva vendere l'invendibile. Una rosa ampia ma con poca qualità e con valori economici altissimi. Di tutto questo non si tiene conto, è sempre più facile criticare e magari, in certi casi, fa anche più figo.

Io, come sono abituato a fare, voglio provare a guardare il bicchiere mezzo pieno. Prima di tutto quando ammonivo tutti che senza Champions sarebbe stato tutto tremendamente più difficile, non lo dicevo tanto per dire, ma con cognizione di causa, quindi le tante difficoltà che ci sono state fino ad ora le avevo messe in conto e, anzim sono stupito positivamente dal lavoro fatto fino ad ora. Proviamo a riassumere la mission. Bisognava prima di tutto cambiare il portiere, magari entrambi. Operazione andata in porto. Certo, non è arrivato il Dibu Martinez, ma la dirigenza bianconera ce l'ha messa tutta e non si è spinta, saggiamente, oltre il proprio limite di budget; peraltro con il PSG che ha giocato sporco, pensando di usare la Juventus come succursale nell'affare Suzuki, ha vinto il club bianconero che ha mollato Suzuki, inducendo, indirettamente il portiere ad andare altrove e lasciando i parigini con gli stessi due, insufficienti, portieri dell'anno scorso. E dove è andato il portiere giapponese? Proprio all'Aston Villa che magari pensava di giocare sulla disperazione della Juve e vendere, alle sue cifre, il Dibu che invece resta in rosa. E non so quanto convenga avere in rosa due portieri cari e di personalità che non hanno certamente voglia di guardarsi le partite dalla panchina. E la Juventus? Si è assicurata Vicario, non la prima scelta ma un'ottima alternativa e Kamil Grabara, portiere polacco che ha ricevuto l'investitura del suo connazionale Szczęsny che disse, in tempi non sospetti, "diventerà un giocatore di livello mondiale". E chi siamo noi per non dargli credito?

Poi serviva un attaccante, possibilmente due. Per ora è arrivato Kolo Muani, ma c'è ancora tempo, magari, per chiudere una doppia operazione: David in uscita e Mateta in entrata e la porta è ancora aperta per Sorloth visto che Nico vuole l'Atletico Madrid e i colchoneros non vogliono spendere 30 milioni. Manca ancora qualocosa a centrocampo, e le uscite di Arthur e, probabilmente, di Miretti spalancheranno le porte all'assalto a Frank Kessie, se va in porto l'operazione anche questa criticità è stata affrontata nel migliore dei modi. Nel mezzo l'arrivo da non trascurare di Lucumi, che in coppia con Bremer è potenzialmente tra le migliori difese del campionato, e quello di Alajbegović costretto ad accelerare i tempi di adattamento per via dell'infortunio di Kenan Yildiz. 

Qualche tifoso bianconero si lamenterà comunque e alcuni addetti ai lavori snobberanno questo lavoro, io, personalmente, se si chiudono gli ultimi colpi in settimana sono pronto ad alzare la paletta con un 8 pieno alla nuova dirigenza bianconera.