Squadra e società: o riscatto o nuova rivoluzione. Spalletti, al momento, unica certezza
E proprio sul più bello..si torna alla realtà. Una realtà che rappresenta la Juve odierna, che non permette voli pindarici e che tiene tutti incollati alla dimensione attuale. Un incidente di percorso? Lo capiremo già stasera, nella trasferta sulla carta più difficile di questa porzione di campionato. La partita con il Lecce fotografa bene quanto stiamo vivendo in questi anni particolari: seppur all’interno di una buona prestazione non arriva la vittoria perché l’attuale rosa non ha giocatori in grado di far spiccare il volo. Ma ciò che è forse più preoccupante è che si sbagliano cose elementari. Cosi siamo costretti a vedere il passaggio orizzontale di Cambiaso, caro Andrea non ci siamo né come atteggiamento né come prestazioni, la follia del rigore di David e lo sparo alto a porta vuota di Openda.
Sogniamo? No è tutto vero cosi come è stato vero quel teatrino inutile in occasione del calcio di rigore costato alla Juve due punti e a David una gogna per certi versi ingiusta ma inevitabile. Chi ha sbagliato? Tutti da Spalletti che doveva imporsi ( anche se non siamo nei dilettanti ) a Yildiz che avrebbe dovuto posizionare il pallone sul dischetto senza indugio per chiudere con il capitano: non si indossa la fascia per caso e quando si ha quella responsabilità si affrontano oneri e onori. Ebbene un capitano, per quanto possa essere apprezzabile quel gesto ( o forse era riservato soprattutto alle telecamere? ) deve sapere che il bene supremo è quello della squadra e non del singolo, che deve essere certamente recuperato, ma non a scapito della squadra.
In ogni caso fortunatamente stasera si torna subito a giocare con la speranza che la rabbia dei tifosi sia dentro ogni singolo giocatore. Inutile girarci attorno: la differenza tra chi sta davanti in campionato e chi insegue sta tutta nel reparto offensivo. Guardare numeri e reti segnate per credere. David e Openda al momento, con la speranza che qualcosa possa cambiare, sono le delusioni più grosse di un mercato estivo firmato da Comolli totalmente insufficiente. Non si tratta di algoritmi, ma di saper scegliere anche l’uomo oltre al calciatore con le sue forze le sue debolezze e le sue fragilità. Tutti elementi che dietro la tastiera di un computer non emergeranno mai. Smettiamola però di credere che i giocatori siano scelti solo da un algoritmo: potrebbe diventare alla fine un alibi. No, qui si è sbagliato forse perché non si è ancora ben capito cosa serve quando sei alla guida della Juventus. E il solo Spalletti non può bastare a tenere in piedi la baracca. La riscossa della squadra deve partire da questa sera a Reggio Emilia, quella di Comolli e soci quando arriverà?
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