Tra sogno e realtà Spalletti si è preso la Juve. E adesso..

Tra sogno e realtà Spalletti si è preso la Juve. E adesso..    TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 01:18Editoriale
di Alessandro Santarelli

Una cinquina e tutti a casa. Era dal 2016 , maggio festa scudetto con la Sampdoria, che in campionato la Juve non rifilava cinque, che bel numero e che ricordi anche pensando ad un maggio di un anno fa, ad una avversaria. La manita è toccata alla Cremonese di Nicola che ha subito una Juventus straripante, che non aveva voglia di accontentarsi e neppure di sedersi. La mentalità è cambiata, e se con il Lecce e il Sassuolo ne avevamo avuto il sospetto, nel posticipo del lunedi è arrivata la conferma. Siamo di fronte ad una squadra nuova, eppure gli attori sono gli stessi, che gioca in verticale e con la voglia di divertirsi in campo. Un gruppo che pare conoscersi da sempre al cospetto di un allenatore che sa bene come farsi sentire utilizzando il bastone quando necessario e la carota quando serve, ma senza mai intaccare la fiducia reciproca. In neppure due mesi si è passati da un disordine tattico e mentale ad un ordine che avevamo dimenticato e smarrito.

La Juve è tornata? Per certi versi si, e dopo la brutta sconfitta di Napoli la sterzata è stata evidente. La gara al San Paolo e il pessimo primo tempo con il Pafos hanno forse rappresentato il picco verso il basso. Da lì in poi qualcosa è iniziato piano piano ma costantemente a cambiare fino alla manita di ieri sera che segue la partita in totale controllo di Reggio Emilia. Spalletti chiede ai suoi di guardare sempre avanti nello sviluppo della manovra e il dato dei pochissimi palloni toccati da Di Gregorio ne è la prova lampante  : 23 con il Sassuolo 18 con la Cremonese. Vuol dire che non si passa più dal portiere per impostare, ma si cerca sempre la giocata verticale per arrivare prima possibile nella metà campo avversaria.

Spalletti ha dato una svolta anche alla classifica. Da quando siede sulla panchina bianconera in campionato  sono arrivati 24 punti frutto di 7 vittorie due pareggi e una sconfitta con 19 reti segnate e 7 subite tanto da essere diventati il secondo attacco dopo l’Inter. Tutto risolto? No, anche perché dobbiamo vedere adesso la squadra nei famosi scontri diretti, in particolar modo con il Napoli, partita che chiuderà un mini ciclo dal valore importantissimo. Oggi però abbiamo la certezza di essere finalmente in buone mani, abbiamo la certezza di potersi fidare e di aver messo un primo tassello importante per la ricostruzione definitiva. La palla passa alla dirigenza: Luciano da Certaldo sa bene che manca ancora qualità per competere con le primissime. Comolli e Ottolini hanno il “ dovere” di dare una mano al tecnico sia in previsione della seconda parte di questa stagione che in ottica mercato estivo. Non nomi tanto per riempire una casella ma giocatori funzionali a mastro Spalletti. Sognare è lecito, restare con i piedi per terra un dogma fondamentale