Gatti ha il dna Juve: cederlo sarebbe un grave errore
La Juve ha sette vite, proprio come Gatti. Lo ha dimostrato a Roma, rimediando una gara che sembrava ormai persa, grazie ad una zampata all'extratime del difensore, subentrato e schierato centravanti da Spalletti. Lucio non poteva avere intuizione migliore. Così è stata evitata una sconfitta, il cui significato avrebbe assunto i contorni di un addio alla prossima Champions League. O qualcosa di simile. A proposito di saluti, Federico da tempo è nel mirino di qualche club inglese. A gennaio in realtà stava per andare al Milan, fortemente chiesto da Allegri, occhio ad un nuovo assalto. La scorsa estate sembrava fosse ad un passo dal Napoli di Conte, invece rinnovò fino al 2030. In panchina c'era Tudor e lui era un titolarissimo.
Fermo restando lo stop di oltre un mese per l'operazione al menisco, l'arrivo di Spalletti ha cambiato un po' le cose. O meglio, si dice non sia il suo difensore ideale. Un po' come sembrava fosse Locatelli, spostandoci al centrocampisti, salvo poi diventare insostituibile in questa Juve. In sintesi, Gatti ha mercato e permetterebbe di incassare un tesoretto utile da reinvestire, ma per una squadra in ricostruzione che necessita anche di giocatori con personalità, l'ex Frosinone ha diritto di cittadinanza. Eccome. La società, nel caso in cui arrivassero offerte, dovrebbe pensarci molto bene, prima eventualmente di cederlo. “Sente la Juve dentro”, assicura papà Ludovico. Un assist per Comolli. Sabato c'è il Pisa, chissà se Spalletti lo schiererà titolare. Magari centravanti. Del resto Gatti ha 7 vite. Proprio come la Juve.
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