Juve, ecco perché rinnovare Vlahovic sarebbe un errore strategico

Juve, ecco perché rinnovare Vlahovic sarebbe un errore strategicoTUTTOmercatoWEB.com
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di Massimo Reina
La Juventus e Dusan Vlahovic sembrerebbero riavvicinarsi: si parla di possibile accordo per il rinnovo, ma mai scelta sarebbe più sbagliata...

Chiariamoci: il tema non è se Dusan Vlahovic sia un buon attaccante. Lo è. Il punto è un altro: è l’attaccante giusto per la Juventus che vuole tornare grande? Dopo anni, la risposta – fredda, razionale, senza sconti – sembra essere no.

Vlahovic alla Juve ha avuto tempo, fiducia, centralità tecnica e ingaggi importanti. Eppure il problema del gol non è mai stato risolto davvero. Troppi errori sotto porta, anche nelle situazioni più semplici. Troppi momenti in cui la squadra ha bisogno del killer instinct e lui si spegne. Un centravanti da grande club deve essere feroce, continuo, spietato. Non può essere umorale, non può vivere di fiammate.

C’è poi un dato che dovrebbe far riflettere: è in scadenza e non c’è la fila dei top club europei. Quando un attaccante è davvero di livello internazionale, il mercato si muove da solo. Qui invece silenzio. Questo qualcosa vorrà pur dire. Rinnovarlo significherebbe prolungare un equivoco tecnico. La Juve ha un problema atavico: la mancanza di un nove dominante, di peso, capace di reggere le pressioni e decidere le partite che contano. Insistere ancora su Vlahovic sarebbe come ripetere lo stesso esperimento aspettandosi un risultato diverso.

E l’alternativa non può essere Kolo Muani. Non per una questione di talento, ma di identità. Non è un centravanti classico, non è un riferimento d’area strutturato come vorrebbe un allenatore che cerca presenza fisica e capacità di attaccare la porta con continuità. Anche lui, fin qui, sembra un talento mai definitivamente esploso. La sensazione è che la Juventus continui a muoversi attorno agli stessi quattro o cinque nomi, senza il coraggio di rompere lo schema. E invece servirebbe visione. Servirebbe andare altrove, cercare profili diversi, magari meno mediatici ma più funzionali.

Per tornare ai vertici non basta un attaccante bravo. Serve un attaccante decisivo. Uno che quando la palla pesa, non trema. Uno che quando la porta è vuota, non la vede più piccola. La Juve, oggi, ha bisogno di questo. Non di un rinnovo che sa di continuità nella mediocrità.