Un preoccupante passo indietro, ma l'obbligo di vincere può aiutare

Un preoccupante passo indietro, ma l'obbligo di vincere può aiutareTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:22Editoriale
di Vincenzo Marangio

In questo editoriale voglio partire, provocatoriamente, dalle parole di Cambiaso secondo cui, stando a quanto pensa anche lo spogliatoio, la squadra non è preoccupata per il pareggio interno contro il già retrocesso Verona perché, e qui cito, "tanto già sanno di dover vincere tutte le prossime tre partite". Bene. Se non sono preoccupati e neanche arrabbiati, vuol dire che questa squadra è consapevole di poter andare a battere il Lecce e il Torino a domicilio e la Fiorentina in casa. Ma si, forse ci stiamo preoccupando tutti per nulla, in fondo sono tutte squadre alla portata della Juventus. Peccato che questa Juventus, quella di Cambiaso e compagni, ha già buttato punti contro Sassuolo, Cagliari, Bologna e proprio contro Lecce, Fiorentina e Torino, le famose prossime tre gare da vincere senza possibilità di errori. Quindi, evidentemente, questa sicurezza che si respirerebbe nello spogliatoio bianconero non è la stessa certezza che hanno i tifosi e gli addetti ai lavori. Ma proviamo a fidarci di questa sicurezza, basta che non si trasformi nell'ennesima ingiustificata presunzione.

Nel dubbio, che sia Champions oppure no, conviene accendere un campanello d'allarme per la prossima stagione, perché questa squadra non ha la struttura tecnica e mentale per giocare nell'Europa che conta con dignità e certamente non come la storia bianconera pretende. Ho grandissima fiducia in Spalletti, lo ritengo l'unico che possa far crescere la Juventus ma mi auguro (e in parte ne sono certo) che sia stato molto chiaro con Comolli, Elkann, Chiellini e Ottolini nel far capire che o si alza la qualità tecnica e di personalità o sarà un continuo cane che si morde la coda. Come andare sulle montagne russe che ti fanno vivere emozioni e paure ma alla fine sono un circuito chiuso che non porta da nessuna parte. La Juventus, la sua storia, il suo blasone e, non per ultimi, i suoi tifosi non possono più aspettare e tollerare errori di costruzione della rosa, perché, come dico da tempo, alla Juventus bisogna tornare necessariamente a pensare all'uomo dietro il campione. Non bastano buoni giocatori con carattere limitato, altrimenti non si va da nessuna parte, e si continueranno a vivere stagioni come questa che è copia\incolla della scorsa e quindi con un quarto posto da conquistarsi all'ultimo respiro.

Destino vuole, tra l'altro, che si stia configurando un finale di stagione molto simile a quello scorso: un testa a testa con la Roma. Al momento i giallorossi sembrano avere qualcosa in più, almeno dal punto di vista mentale e della fame. La speranza è che questo obbligo di vincere senza poter far calcoli spinga una squadra, a cui bisognerà mettere pesantemente mano, a dare più del cento per cento per centrare l'obiettivo. Basterà? Questo lo scopriremo, ancora una volta, all'ultimo respiro.