Dibu Martinez-Kolo Muani: Juve no a ricatti e telenovele di mercato
Il momento storico della Juve è complicato e si riflette inevitabilmente sul mercato, Dibu Martinez e Kolo Muani sono casi emblematici. La società bianconera ha da tempo un accordo con il portiere argentino e sta trattando con l'Aston Villa il prezzo del cartellino. Carnevali vuole spendere una cifra non elevata per un giocatore di livello, ma sulla soglia dei 34 anni. I contatti continuano, salvo poi registrare il doppio intervento, prima di un dirigente del club inglese, poi del tecnico Emery, sulla permanenza del giocatore. Strategia? Potrebbe esserlo, del resto le vie del mercato sono infinite, come del resto le piccole bugie ai fini di avere qualche vantaggio dalle trattative. Il nazionale argentino pare abbia fatto capire che vuole vestire bianconero. Comunque sia, la Juve non può e non deve restare imprigionata in queste trame da telenovela calcistica. Ad un certo punto, bisogna mettere gli interlocutori di fronte ad un bivio. Se l'offerta non va bene, si vira altrove, la Juve segue anche Vicario come possibile alternativa tra i pali. Mostrare un po' di muscoli, tanto per intenderci.
Lo stesso discorso la Juve deve farlo per Kolo Muani, in questo caso situazione che si sta prolungando. Il Psg vuole troppi soldi forse come vendetta per l'affare saltato nella passata stagione, quindi bisogna prendere una decisione. Con tutto il rispetto per il francese (con il quale peraltro esiste un'intesa), 40 milioni di euro si spendono per un attaccante in grado di assicurare tra i 15 e i 20 gol stagione. E in questo deve essere bravo Massara. Ci sono in giro giocatori magari scontenti, fuori dal progetto tecnico del loro allenatore, ma allo stesso tempo funzionali per l'idea di calcio di Spalletti. Il Malen di turno, tanto per fare un nome. Ovviamente vale per tutti i ruoli. I tifosi della Juve sono preoccupati per un mercato che stenta a decollare, ma allo stesso tempo sperano nel nuovo direttore tecnico, ex Roma. Comunque sia, la Vecchia Signora deve tornare al passato, quando era in grado di scandire i tempi e le modalità delle trattative. Non è semplice perché la forza economica è diversa da quella di un tempo, ma non sottostare alle richieste di club e procuratori sarebbe già un primo passo importante.
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