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Frecciatina di Locatelli a Motta e il merito di Tudor: la Juve è di nuovo unita

Frecciatina di Locatelli a Motta e il merito di Tudor: la Juve è di nuovo unita TUTTOmercatoWEB.com
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martedì 16 settembre 2025, 22:10Podcast
di Quintiliano Giampietro
La Juve è tornata ad essere un gruppo coeso: significative le parole di Locatelli sul lavoro di Tudor sotto questo aspetto

Come in tutti gli sport, anche nel calcio alla fine contano i risultati, quindi ogni giudizio va dato alla fine. Nel frattempo la Juve ha però fatto passi importanti, tornando ad essere un gruppo coeso: parola di Locatelli che dà grande merito a Tundor, con stoccata nemmeno troppo velata a Thiago Motta. Le parole di Locatelli pesano e non poco. Il capitano della Juve non ha usato mezzi termini e quando gli hanno chiesto se la squadra fosse più forte allo scorso anno, ha risposto deciso: “Non lo so, ma sicuramente siamo più uniti. Ora siamo un gruppo vero, grazie al mister e al suo staff. Dal primo giorno il tecnico ha dialogato con noi, rendendo coesa la squadra”. Fin troppo chiara la frecciatina a Thiago Motta. L'ex tecnico bianconero in effetti non aveva stabilito un feeling con i giocatori e questo, a lungo andare, ha inevitabilmente creato problemi. La mancanza di risultati è stata la conseguenza, seguita dall'esonero dopo una serie di sconfitte da dimenticare. Per capire quanto fosse palese la frattura, basterebbe ricordare che quando Thiago andò via, solo due calciatori scrissero un post di saluti: Bremer (allora infortunato) e Mbangula. Significativo. L'allenatore italo-brasiliano si è giocata male un'occasione che invece doveva essere un punto importante della sua carriera. Ormai è il passato, anche se è giusto ricordarlo.

Il presente si chiama Tudor. Igor sta pian piano plasmando la sua squadra. Del resto quando prese in mano la Juve, trovò uno spogliatoio pieno di crepe. Il primo step è stato il lavoro nella testa dei giocatori. Sotto questo aspetto, il caso Vlahovic è una sorta di manifesto della rinascita. Il serbo ormai era in piena rottura con la società, fischiato dai tifosi, disconnesso dal contesto della gara quando veniva chiamato in causa. Nel giro di qualche settimana, tutto è cambiato nel senso opposto. In primis è rimasto, tra lo scetticismo di molti, rispetto all'eventualità di ritrovarsi in casa un elemento demotivato, comunque fino a qualche giorno prima separato in casa. Il serbo subito ha smentito tutti, con gol a Parma e Genoa, da subentrante e con un atteggiamento propositivo in campo. Contro l'Inter addirittura ha ritrovato la titolarità. Insomma, rinnovo o meno, l'allenatore sa che fino a giugno può contare anche su Dusan. Il ragazzo è consapevole di essere un po' dietro nelle gerarchie del tecnico, ma pronto ad aiutare la squadra quando viene impiegato. Quindi bravo Tudor a riconnettere l'attaccante con il mondo Juve.

L'allenatore croato non aveva e tutt'ora non ha un compito facile, normale quando si alla guida della Juve. Dopo la qualificazione sofferta in Champions League, sembrava dovesse dire addio, su di lui l'ombra di Conte prima, quella di Gasperini dopo. Invece alla fine è stato confermato. Sulla carta, secondo molti, Tudor è ripartito con lo status da terza scelta. Come se niente fosse, lui ha proseguito dritto per la sua strada. Ritrovarsi sulla panchina bianconera per lui significa un sogno diventato realtà, lo ha ripetuto spesso nel corso di questi mesi, qualche volta con un pizzico di emozione. Motivo di orgoglio e allo stesso tempo grande responsabilità. Tudor conosce molto bene il pianeta in cui è sbarcato, ha indossato per 9 anni questa maglia. Altri tempi, ma il peso resta lo stesso, molto più elevato rispetto a quello di tutte le altre. Ad oggi difficile fare pronostici sulla stagione della Vecchia Signora. Durante il percorso inevitabilmente ci saranno difficoltà, bisognerà essere bravi a disinnescarle prima che diventino incendi. E' tutto più semplice e niente paura quando c'è unità d'intenti, parola di capitan Locatelli. Essere un gruppo è un passo indispensabile per la ricostruzione della Juve.