126 anni di successi e di gloria, buon compleanno Vecchia Signora
1 Novembre 1897, in una panchina del centro di Torino, un gruppo di studenti creano un squadra di calcio a cui danno un nome unico e speciale: Juventus. Da quel giorno inizia la storia di una società che diventerà gloriosa, unica e iniminitabile. E lo diventerà grazie a personaggi che daranno tutta la loro vita, come quel biondino della provincia di Novara: giocatore prima, presidente dopo e infine simbolo e inventore del motto "Vincere è l'unica cosa che conta". Una storia piena di fuoriclasse: dai driblin ubriacanti di Omar Sivori, a calzettoni abbassati, alle punizioni di Michel Platini fino ad arrivare al "tiro a giro" di Del Piero e a Zinedine Zidane, poesia e leggiadria applicata al calcio.
In mezzo a loro tanti gregari: i polmoni di Furino e Bonini, le sgroppate sulla fascia di Antonio Cabrini, la juventinità di Roberto Bettega. Senza dimenticare i portieri più forti della storia come Zoff e Buffon. Tutti questi fuoriclasse gestiti da tecnici vincenti e con caratteristiche uniche: il fischio del Trap, il sigaro di Lippi, l'esuberanza di Conte e la calma di Allegri. Ma una storia cosi grande si porta dentro vuoti e dolori incolmabili: non dimenticheremo mai il portamento di Scirea, i 39 angeli dell'Heysel, il sorriso di Fortunato, la grinta di Vialli e i sorrisi di Ale e Ricky. Oggi si festeggia una società gloriosa, che lavora per tornare grande al più presto, ricordando 126 anni di storia vincente.
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