Al cinema va in scena il decennio d'oro della Juve di Platini con "Juventus Primo Amore"
Inizierà ufficialmente venerdì 16 gennaio la prevendita online dei biglietti per assistere al cinema al docu-film "Juventus Primo Amore", che racconta il decennio d'oro bianconero tra il 1975 e il 1985. Nato da un'idea di Ferdinando Guglielmotti, con la regia di Angelo Bozzolini, il docu-film ripercorre le gesta della Juventus di Platini, Boniek, Zoff, Bonini, Tardelli, Marocchino, con il ricordo di Scirea e Rossi e la voce narrante di Carlo Nesti. La proiezione è fissata in tutta Italia nei giorni 16,17 e 18 febbraio.
"Quando il calcio non è solo un gioco, ma uno specchio della storia e della società, cosa accade? Accade che la Juventus del decennio 1975-1976, per milioni di persone la 'Juventus primo amore', diventi un simbolo storico-sportivo. Una delle epoche più belle del calcio italiano, dominata dalla "Vecchia Signora", viene proposta, in un film, con la produzione Lux Vide, Società del Gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Documentari. L’idea è di Ferdinando Guglielmotti, e la regia di Angelo Bozzolini. Non si tratta solo di una storia di successi sportivi: è un viaggio attraverso un’Italia segnata da forti tensioni sociali, terrorismo e scandali. Il racconto si sviluppa attraverso le testimonianze dei grandi protagonisti di allora, tra cui Marco Tardelli, Michel Platini, Zbigniew Boniek e Dino Zoff. Ne esce la fotografia di un momento cruciale della storia del Paese. Dalla rivalità cittadina con il Torino negli anni di piombo, fino alla tragedia dell’Heysel nel 1985, la Juventus si erge a simbolo di eccellenza e resistenza. L’arrivo di Giovanni Trapattoni in panchina segna l’inizio di una rivoluzione tecnica e mentale, mentre l’Avvocato Agnelli e Giampiero Boniperti costruiscono una squadra di campioni: Zoff, Scirea, Tardelli, Bettega, fino agli stranieri di classe mondiale Platini e Boniek. In questo periodo la Juventus vince tutto, fino alla Coppa dei Campioni, anche se questo trionfo è oscurato dalla tragedia dello stadio Heysel, che cambia per sempre il calcio europeo. Un racconto di gloria e dolore, di sogni e cadute, che mostra come il calcio non sia mai solo un gioco, ma anche un riflesso della storia e della società".
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