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Sullo scudetto la Juve di Spalletti viaggia a fari spenti, ma non troppo

Sullo scudetto la Juve di Spalletti viaggia a fari spenti, ma non troppoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 18:06Podcast
di Quintiliano Giampietro
La Juve ha l'obiettivo di tornare al più presto a ridosso della vetta: sulla possibilità di lottare per lo scudetto, l'apparente prudenza di Spalletti

La Juve continua la risalita, anche per le frenate delle squadre davanti. Spalletti aveva citato la parola scudetto nel giorno del suo insediamento ufficiale, salvo poi essere più cauto. Almeno davanti alle telecamere

Qualcuno è tornato a parlare di Juve in grado di rientrare in corsa per lo scudetto. Più cauto Spalletti, almeno rispetto al giorno della presentazione, quando non lo escluse, anzi lo pose come obiettivo. La situazione è cambiata per la Signora: ormai ha una propria identità, certificata dalle ultime prestazioni. Via la difesa a 3, Lucio è passato al 4-2-3-1. Niente integralismi, però. Anzi, come modus operandi la fluidità tattica, forse il vero elemento di forza. Nelle ultime conferenze stampa, si sta parlando poco di titolo, come se la macchina juventina stesse viaggiando a fari spenti, almeno questo pare, quando il tecnico toscano si presenta davanti alle telecamere. A prescindere dalla classifica, per un mini bilancio, il match contro il Napoli del 25 dirà se la banda di Lucio ha definitivamente fatto il salto di qualità.

L'obiettivo minimo della Juve è la qualificazione alla prossima Champions League, ma guai a mollare la presa. Bisogna farsi trovare pronti nel caso in cui si aprisse qualche pertugio per pensare a qualcosa di più prestigioso. Il mercato potrà dare una mano rispetto ad un paio di tasselli da inserire nel mosaico. Fermo restando un esterno destro, inutile girarci intorno, il nome in cima alla lista è quello di Chiesa. Il “Sinner del calcio italiano”, sarebbe la ciliegina per Spalletti. Come vice Yildiz. Nel frattempo serve la continuità di prestazioni. In primis del proprio del giovane turco, ma in generale di tutta la squadra. Dal muro Bremer, allo stakanovista Kalulu, passando per la rinascita di David. Senza dimenticare McKennie, pronto a ribaltare la tavola apparecchiata dall'avversario di turno. Juve a fari spenti, ma non troppo.