Allegri un uomo solo e forse non più al comando della Juve
La Juve e Allegri sembrano come quelle coppie in crisi, il cui rapporto ormai è logoro, ma nessuno dei due fa il primo passo per dirsi addio. “Vivono da separati in casa”, si dice in gergo. Max però ha un altro anno di matrimonio, peraltro ben retribuito e mollare anzitempo significherebbe perdere 7 milioni, più 2 di bonus. Chi lo farebbe? Dal canto suo, Giuntoli a parole conferma l'allenatore, dai piani più alti della società/proprietà permane invece un silenzio che però rischia di diventare assordante. I numeri sono spaventosi: 7 punti conquistati nelle ultime otto giornate, una marcia da retrocessione. La qualificazione in Champions resta ancora nelle mani dei bianconeri, soprattutto se verrà promossa anche la quinta in classifica, ma con questo trend il rischio di non centrare l'obiettivo esiste. L'impressione, ormai da qualche gara, è che tecnico e squadra non siano più sulla stessa lunghezza d'onda. L'allenatore livornese sembra abbia perso il timone della nave. La stessa capace di far sognare lo scudetto fino ad un paio di mesi fa, prima di finire in acque agitate. .
Allegri davanti alle telecamere ha palesato un nervosismo, sintomatico delle difficoltà in cui versa la Juve. Idem qualche giocatore. Vlahovic ieri si è fatto espellere nel finale e salterà il prossimo turno in casa della Lazio. Chiesa ha mostrato di nuovo un atteggaimento indolente e le facce dei tempi peggiori. Così non va, non può andare. Serve una scossa, ormai è il refrain che accompagna ogni post gara dei bianconeri. La storia del calcio insegna che in questi casi paga l'allenatore, se non altro per mettere i giocatori davanti alle proprie responsabilità. Il popolo juventino chiede a gran voce Conte, ma sul fronte societario non ci sono avvisaglie sulla possibilità di un cambio immediato. Durante la sosta per le Nazionali va fatta comunque una riflessione. La Juve è terza (-3 dal Milan), con 5 punti di vantaggio sul Bologna di Thiago Motta e 8 rispetto alla Roma di De Rossi, poi c'è l'Atalanta, sesta a-12, ma con una gara in meno. Se in Champions andrà anche la quinta il margine è più ampio. Ultimi nove turni: Lazio a Roma, Fiorentina allo Stadium, derby esterno, trasferta a Cagliari, Milan in casa, Roma allo stadio Olimpico, Salernitana tra le mura amiche, poi a Bologna e chiusura casalinga con il Monza. Serve una sterzata, emotiva prima ancora che tecnico-Tattica. Allegri è ancora in grado di far invertire drasticamente la rotta ad una nave che sembra vicina al naufragio? Non resta che aspettare.
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