Dilemma David: illusione o svolta? La Juve aspetta e spera
David come Paolo Rossi: fa impressione l'accostamento dei due nomi in chiave Juve e Nazionale. In ambito giornalistico però ci può stare, soprattutto quando si tratta di titoli. Va fatta certamente una riflessione sull'attaccante canadese, reduce da una prima stagione in bianconero, parente stretta del fallimento. In campionato 35 presenze, di cui 20 da titolare, gol realizzati 6, 9 volte è sceso in campo in Champions League, 2 le reti. Totale assist 5. I numeri sono chiari, ma a certificare il flop di questo ragazzo, un cecchino nelle ultime tre stagioni al Lille, sono le prestazioni con la Juve. Spesso imbarazzanti: mai nella zolla del centravanti e un senso di disconnessione dal contesto della gara. Con inevitabili errori da censura.
Scontate le analisi tecnico-tattiche, ma anche il forte dubbio che David senta il peso della maglia bianconera. E non poco. Quindi non è da Juve. Arrivano i Mondiali, Jonathan stecca all'esordio contro la Bosnia Erzagovina, giustiziera dell'Italia. “Eccolo, il solito David”, i commenti dei tifosi della Vecchia Signora. Subito smentiti. Contro il Qatar David firma addirittura una tripletta, secondo giocatore della storia della Juve a farlo in una rassegna iridata, proprio come Pablito. L'avversario certo non era irresistibile, anzi mediocre. La domanda sorge spontanea: casualità o inizio della svolta che potrebbe cambiare il destino del canadese in chiave Juve? Mercoledì prossimo contro la Svizzera avremo la risposta. Test probante, al termine del quale capiremo se David sia quello anti-Qatar o invece l'attaccante deludente visto con la maglia bianconera.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

