Buffon: "Calciopoli punizione inspiegabile, ma l'ingiustizia ha tirato fuori il meglio di noi"

Buffon: "Calciopoli punizione inspiegabile, ma l'ingiustizia ha tirato fuori il meglio di noi"TUTTOmercatoWEB.com
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di Alessio Tufano

Intervistato dal Guardian, Gigi Buffon ha ripercorso alcuni spezzoni della propria carriera, a cominciare dal ritiro: "Sento che sia stata la scelta giusta, ma ancora oggi provo emozioni molto contrastanti. Ero felice di concludere il mio percorso, ma dall’altro lato ovviamente avevo dei timori perché da quel momento in poi, dopo quasi trent’anni, sapevo che la mia vita sarebbe stata completamente diversa. Se devo dare una risposta secca però, dico che non mi manca affatto giocare, ora la mia vita è molto più tranquilla, all'inizio non è stato facile, ma ho imparato ad accettarlo e ad andare avanti".

L'ex portiere bianconero ricorda poi l'anno difficile di Calciopoli, ma rivendica ancora quella verità sostenuta da tantissimi nell'ambiente bianconero, non soltanto tra i tifosi, ma anche tra gli addetti ai lavori come Fabio Capello, che ha sempre parlato di una Juventus punita ingiustamente: "Non fu facile trovare la calma e la serenità per concentrarci sulla nostra priorità, ovvero giocare i Mondiali al meglio delle nostre possibilità. Ma la vera differenza è che, quando ti guardi allo specchio, ti rendi conto di non essere un bugiardo. Sei fedele a te stesso. Sapevamo di non aver fatto nulla di male. Stavamo pagando un prezzo inspiegabile, ma l’ingiustizia ha tirato fuori il meglio di noi".

Infine un pensiero sulle cause che hanno portato al crollo del calcio italiano: "La prima è la globalizzazione, che ha permesso a tutte le squadre di diventare molto competitive e ha fatto aumentare notevolmente il livello medio di gioco. In secondo luogo, fino a 15 anni fa, quando vincevamo, eravamo più forti tatticamente dei nostri avversari. E in terzo luogo, abbiamo dei giocatori fantastici, ma ciò che manca è il talento veramente creativo come Baggio, Del Piero o Totti, che un tempo ci aiutava a prevalere".