Continua e calcolata disparità di giudizio in campo e fuori. Calvo all'attacco, Juve meglio col 4-3-3

Continua e calcolata disparità di giudizio in campo e fuori. Calvo all'attacco, Juve meglio col 4-3-3TUTTOmercatoWEB.com
domenica 9 aprile 2023, 00:53Primo piano
di Vincenzo Marangio

Partiamo dal film della stagione, quello che vede la Juventus attaccata ormai platealmente a tutti i livelli, come se la regolarità con cui si sta colpendo il club bianconero rendesse la cosa lecita. Ormai succede di tutto, in campo e fuori, sotto gli occhi di tutti e soltanto i pazzi, o ciechi, o gli acceccati dalla fede e dall'odio non vedono quello che sta accadendo. Vengono i brividi anche semplicemente a rimettere insieme tutte le cose accadute da martedì dopo la rissa post Juventus-Inter..

Le tre giornate di squalifica inflitte a Cuadrado contro una soltanto inflitta ad Handanovic. Prima disparità di trattamento che mal si sposa con le immagini chiare che raccontano di colpi proibiti reciproci. Il tutto nato dall'esultanza perlomeno discutibile di Lukaku, giustificata poi da ululati di matrice razzista che nessuno sente, fino a quando non emerge un video che mostra i due colpevoli che poi, automaticamente, nel referto del giudice sportivo diventano oltre 5mila e che per giunta, stando al comunicato del Giudice Sportivo, stavano apostrofando con epiteti di matrice razzista l'attaccante dell'Inter dal 35' del secondo tempo. Salvo però, da parte dell'arbitro, non ritenere di attivare la procedura anti razzismo fermando il gioco e facendo partire l'annuncio dallo speaker dell'Allianz. Una rissa che è stata occasione ghiotta, sempre per il giudice sportivo per chiudere il settore incriminato della Juventus per la prima gara interna utile in una competizione nazionale, tradotto: curva semi chiusa in occasione della partita Juventus-Napoli in programma il prossimo 23 aprile

Eppure il caso ha voluto che, soltanto qualche partita fa, ci siano stati due precedenti molto simili e gestiti in maniera totalmente diversa, li scriviamo e siamo certi che almeno, dal nostro sito, la Lega Calcio non potrà cancellare nulla: il primo caso è relativo al derby di Roma durante il quale la Curva Nord si è resa protagonista di cori antisemiti, in questo caso il Giudice Sportivo ha punito l'accaduto infliggendo al settore dei tifosi laziali la squalifica di una giornata. Pena che, però, è stata sospesa per un anno con l’avvertenza che se durante questo lasso di tempo questi cori saranno ripetuti scatterà la squalifica, e quindi in occasione di Lazio-Juventus la curva laziale era regolarmente aperta. 

Il secondo caso è datato 2 aprile 2023, la Curva Sud della Roma si rende protagonista di cori razzisti nei confronti di Stankovic durante la partita Roma-Sampdoria, cori interrotti dall'intervento di Mourinho che invita la Sud a smetterla, il club giallorosso se la cava con una multa di 8mila euro.

Nei confronti della Juventus, invece, pugno durissimo per i vergognosi ululati di due persone (ma immaginando che erano circa 5mila), "tifosi" individuati e puniti dalla Juventus nello spazio di 24 ore. Collaborazione massima ed esemplare del club, pugno durissimo del giudice sportivo che parla anche di mancata collaborazione da parte del club. Forse 24 ore non erano sufficienti... Peraltro, come ha spiegato il dirigente bianconero, Francesco Calvo, lanciando delle chiare bordate nel pre partita al giudice sportivo, il fattaccio si era svolto durante una partita di Coppa Italia e quindi in una gara fuori dall'abbonamento, con una curva, quindi, quasi interamente occupata da non abbonati che, però, si sono trovati penalizzati per una partita importante che non potranno vedere per colpa di due colpevoli individuiati e puniti dal club. Tradotto: il razzismo è tollerato ovunque, si concedono sospensive, sconti e poca visibilità tranne che se accade a casa della Juventus, una delle strutture più controllate e penalizzate nel tifo proprio dall'eccessivo controllo. Il tutto come se non bastasse la storia di Mourinho, espulso a Cremona, squalificato per due giornate ma con una sospensiva di una giornata, il tempo di farlo andare regolarmente in panchina nella gara della sua Roma contro la Juventus, per poi scontare solo dopo le due giornate.

E non finisce qui. Questa clamorosa disparità assume tinte ancora più fosche in un normale venerdì pre pasquale. Il tutto grazie ai tifosi della Juventus, trasformatisi in 14 milioni di avvocati, e abili nello scovare un video presente sul profilo Twitter ufficiale della Lega di Serie A, relativo alla gara del Picco tra Spezia e Juventus, in cui si sentono chiaramente ululati razzisti indirizzati a Moise Kean (per non parlare delle offese razziali a Kostic rintracciate in altri video amatoriali sul web), quello stesso video che, dopo aver ricevuto una moltitudine incredibile di sdegnati re-tweet, viene cancellato dalla stessa Lega Calcio

E questi sono soltanto i fatti più recenti di una stagione in cui soltanto chi non vuol vedere non si rende conto del tiro al bersaglio cui la Juventus è stata sottoposta, per non parlare delle discutibili decisioni arbitrali come l'ultima in casa della Lazio che è letteralmente costata una sconfitta e cioè il gol del tutto irregolare con cui Savic porta in vantaggio i bianconcelesti dopo essersi liberato di Alex Sandro con una clamorosa spinta. Eppure, nonostante tutto questo, pur concedendo il sacrosanto diritto alla squadra di Allegri (e allo stesso tecnico) di non poter lavorare con sufficiente serenità, questa sera si è avuta la prova che l'idea iniziale di giocare con il 4-3-3 era quella migliore per valorizzare il potenziale offensivo di Di Maria e Chiesa. Fermo restando che, per poterlo mettere in essere, era fondamentale la presenza di Pogba (praticamente mai a disposizione di Allegri) e Chiesa (rientrato da poco e per troppo poco ancora); e fermo restando che, in assenza degli interpreti adeguati, il 3-5-2 era la miglior soluzione per sfruttare al meglio almeno la presenza di Kostic.

Il problema, nell'uno e nell'altro modulo, è l'assenza di un attaccante capace di trascinare la squadra visto il rendimento insufficiente (per mille motivi) di Vlahovic, quello tra alti e bassi (utlimamente più bassi) di Milik e quello con pochissime garanzie di Kean. La storia della stagione è tutta qui. Una Juventus attaccata in tutti i modi dall'esterno, con sentenze e decisioni politiche, e una Juventus costruita in un modo, ma mai nelle condizioni di essere ciò che avrebbe voluto essere. Infortuni, scelte sbagliate di mercato, e, sicuramente, allenatore bravissimo a fare da psicologo, ma non in grado di spingere la squadra oltre i suoi (quelli di Allegri) limiti.