Le contropagelle di Juventus-Parma, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
VICARIO 7 “Nuntio vobis gaudium magnum: habemus ianitorem (porta dicesi ianua)” Con quel cognome che si ritrova, saranno frequenti le citazioni ciceroniane. Terra terra: alla Juve puoi stare a guardare la partita dalla porta per 65 minuti, ma se Romero di testa azzecca l’occasione buona, il portiere targato Juventus la annulla. Perchè la porta bianconera non ha eguali. E Guglielmo Vicario lo ha capito.
KALULU 6,5 Primo tempo da mediano di spinta aggiunto, ripresa più di posizione, anche in relazione al corposo tentativo di reazione del Parma dopo il primo goal subito. Pierre è corsa, sostegno, cross, sacrificio e continuità.
BREMER 6,5 Figurarsi se Lontani può impensierire Gleison… Romero invece gli crea non pochi grattacapi, sfiorando la rete, dopo di che finisce lì. Cerca di testa di bissare Frosinone, ma gli va solo vicino.
LUCUMI 6 Esordio in “sacra casacca” davanti ai tifosi di casa, sporcato dopo pochi minuti da un giallo comminato dal solito protervo arbitro di dubbio valore. Giocare centrale per 65 minuti col peso dell’ammonizione non è affatto facile, ma John se la cava. (KELLY 5,5 Folle l’intervento a tre quarti di campo nostro con perdita di palla e creazione di pericolo gratuito)
CELIK 6,5 A sinistra per necessità, non sbaglia un intervento e spadroneggia in lungo e in largo sulla sua fascia. Gradita sorpresa che la Roma ha perduto e che adesso ci godiamo. Equilibrato nelle uscite e subito dopo in posizione di copertura con semplicità
LOCATELLI 6,5 Ora non imposta più di continuo, ora fa da paravento ad eventuali palle perse di D.L., applicato a recuperare e a spazzare in tutti modi. La giacchetta fucsia non sa di calcio e lo ammonisce per un anticipo sull’avversario con pallone colpito e rinviato. Se il suo ruolo era importante prima, ora la sua presenza diventa fondamentale.
DOUGLAS LUIZ 7 Domina il centrocampo e, udite udite, torna anche indietro. Ha una percentuale di passaggi azzeccati pari al 93% e vince il 56% dei contrasti. Partita sontuosa, nella speranza che sia la prima di una lunga serie. Va via di corsa in mezzo ad avversari che lo braccano, dando spettacoli e “gasando” la gente juventina.
CONCEICAO 7 Chico del mi corazon. Nella prima frazione di gioco solo lui dà un senso al prezzo del biglietto. Da destra il Parma subisce una vera gragnuola di affondi, di traversoni, di folate profonde. Effettua l’unico tiro della Juventus da fuori area prendendo il palo esterno a Corvi battuto. Nella ripresa ritorna umano. (CAMBIASO S.V. Dura poco la gara di Andrea, visto l’infortunio al piede destro che sa tanto di serio) (KOOPMEINERS 6,5 Non tocca tanti palloni, ma uno lo trasforma nella rete della tranquillità, da appena fuori area, in diagonale, fuori portata dell’estremo difensore ducale. Sta nel
DAVID 5 Della serie: non si cava più un ragno dal buco, nemmeno con la mosca preda della ragnatela. Assolutamente avulso. Esegue un tiro dal limite della forza di una “pirita” infantile. Mostra uno sguardo assente, in evidente rassegnazione. Dispiace, ma è proprio così. Solo il mister crede di poterlo impiegare sotto punta, ma anche lui si arrende allo scoccare dell’ora di gioco (NICO GONZALEZ 7 Il cambio che decide il match. Tanto David è scoraggiato, quanto Nico è motivato. Entra col piglio di chi vuole lasciare il segno e ci riesce. Dapprima prende il palo da 35 metri e poi, sulla respinta si proietta a ribadire in rete, con una lieve ma decisiva deviazione di Troilo. La fortuna aiuta gli audaci e Nico audace lo è. E poi dicono che i giocatori tra di loro si equivalgono…)
BOGA 5,5 Prova in tutti i modi a perforare la linea Maginot che Cuesta ha disegnato, sprintando e correndo fintando e mettendo in mezzo. Il risultato non è dei migliori e l’azione urta sempre contro i raddoppi della difesa. (ALAJBEGOVIC 6 Mezz’ora di campo per il ragazzo bosniaco all’esordio. Per carità, non fa vedere cose strabilianti, ma rompere il ghiaccio è l’obbiettivo e non demerita. Avrà tante altre occasioni per farsi apprezzare)
KOLO MUANI 5,5 Primo tempo impalpabile, passato in mezzo all’area di rigore gialloblù intasata come l’A10 la domenica sera. David gli monta sui piedi e soffre. Nico lo libera dalle sovrapposizioni e lo mette sul binario di spazi più agevoli. Risultato: maggiore pericolosità e più dialogo con i compagni. E’ sulla via del recupero psico fisico, ma ancora ce ne vuole.
SPALLETTI 7 Immagina la gara come un assalto a Fort Apache e imposta la squadra capace di agire in velocità, accerchiando l’area presidiata dai parmigiani. Morale della favola, un tiro di Chico da fuori area in 45 minuti. Rivolta allora l’impostazione tattica aprendo il campo con la tecnica di Nico, muovendo gli inserimenti tra le linee, azzeccando nella scelta, togliendo certezze alla difesa avversaria. Morale della favola: la partita si sblocca e, dopo un momento di terrore spazzato via da un Vicario enorme, il controllo è pressoché totale. Il raddoppio chiude i giochi e 6 sono i punti in classifica. Certo, il calendario aiuta, ma è pur vero che il passato è denso di occasioni sfumate o buttate nell’indifferenziato contro le squadre cosiddette “piccole”. Vincere non è mai facile, mai. Ora la truppa è attesa dal primo scontro al vertice col Milan di Amorim, scontro tra capolista, seppur alla seconda giornata. Si resta in attesa di notizie di mercato e di uscite dall’infermeria. La strada è lunga, ma dietro c’è un portiere, in mezzo c’è un brasiliano che dà segni di vita e davanti qualcuno la butta dentro. Non siamo poi così tanto malmessi, credendoci un poco.
Marco Edoardo SANFELICI
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