Le contropagelle di Marco Sanfelici. Amichevoli dall’altra parte del Mondo. Palermo-Juventus 0-2

Le contropagelle di Marco Sanfelici. Amichevoli dall’altra parte del Mondo. Palermo-Juventus 0-2
Oggi alle 19:20Primo piano
di Redazione


PALERMO  -- JUVENTUS   0 a 2   PERTH (AUSTRALIA) 11/08/2026

PERIN  7  La tournèe in mezzo ai canguri si conclude con una parata degna del miglior Gigi su tiro improvviso di Estevez. Questo è un estremo difensore degno di stare nella porta della Juventus, dato che dice di “no” all’88°, in clima di smobilitazione a partita praticamente conclusa. A Frosinone, Perin titolare.

CELIK  6,5  L’inserimento del turco va a gonfie vele, non soltanto nel reparto difensivo, anzi in avanti sembra dare il massimo di sé. Il goal di Yildiz scaturisce da una sua proiezione e nella ripresa entra in area come un coltello nel burro, alimentando un costante panico siculo. (KELLY  S.V. Contrasta appena appena, ad onor di firma)

GATTI  5,5   Bremer ha un risentimento muscolare e non viene rischiato per logica. Il “gattone” gioca come sa fare: non troppo impiegato in area, si dedica a portare su il pallone… Ecco, lo porta, poi arretra, poi appoggia lateralmente e i rosanero possono attendere. (RUGANI  6 Qualche spinta e qualche palla avanti. La sua carriera è tutta qui)

KOOPMEINERS  6,5  Schierato a sorpresa nella difesa centrale, si esprime ad un livello rarissimamente riscontrabile nella sua avventura bianconera. Preciso, perentorio, direttore a gesti ed urla: un leader insomma. Non ci posso credere (cit. Aldo Baglio del trio). (ARTHUR  N.G.  Una veronica da carnevale e poi il buio. Paratici, dove sei?)

CABAL  5,5  A tratti varia da “oggetto misterioso” a “si intravedono elementi simili a giocate da calcio”. Non incide e forse viene da rendere grazie.

DOUGLAS LUIZ 5,5  Ha l’apertura da metà campo a Chico come cavallo di battaglia. Tolta la quale, la grande causa del sonnecchiare continuo e la grande difficoltà nel tenere gli occhi aperti in tutto il primo tempo è da attribuire alle sue giocate alla velocità dei brachiosauri. E’ passabile nei ripiegamenti, almeno inizia ad intuire che ci sia pure una fase difensiva (LOCATELLI  6  Assommando Arthur a D. Luiz non si ottiene un Locatelli. L’unica verticalizzazione della serata manda in goal Milik. Ma che ve lo spiego a fare…)

McKENNIE  6  Con D. Luiz in campo, non si può sacrificare un giocatore da solo alla sua copertura. Cioè a dire: é obbligatorio schierarsi a 3 nel centrocampo, 2 sono un danno tattico. Anche perché Mc Kennie non è certo Khedira e soprattutto Luiz non è Pjanic, sono stato chiaro? (MIRETTI  6,5  Libero da compiti tattici che lo limitano, il Fabio disputa un buon 2° tempo, con inserimenti e suggerimenti, con qualche finezza che non guasta)

CONCEICAO  7  Prima frazione all’insegna del Chico contro tutti. Quando l’intesa con Kolo sarà migliorata, ne vedremo delle belle. Intanto Francisco si diverte a perculare chi lo voleva già venduto per far spazio ad Alajbegovic. (ZHEGROVA  6  Pare spesso un giocatore della truppa, è già un gran risultato. Meriterebbe di più in una penetrazione “circense” al centro della difesa palermitana)

ALAJBEGOVIC  6  Si muove bene tra le linee, ma si va ad infilare nei vicoli ciechi di color rosa. Ha un fondamentale da urlo: il traversone da fermo sulla mattonella conquistata a rientrare. Va sfruttato, mister. (CAMBIASO  S.V.  Senza particolari sussulti e patemi)

YILDIZ  6,5  Arretra sovente per rafforzare una linea mediana che mostra delle fragilità. E’ puntuale all’appuntamento col pallone messo in mezzo da Celik su corta respinta di Joronen. Siamo già al 44°, non proprio il massimo realizzativo della squadra  (BOGA  6,5  Come la dinamite che fa saltare il ponte. Esplosivo e ficcante. Per quanto è costato, si configura come uno dei più azzeccati affari del calcio italiano, isole comprese)

KOLO MUANI  5,5  Ha almeno 2 occasioni per fare la voce grossa. Ma è in ritardo di un nulla o in anticipo di poco. Vanno perfezionati i tempi, ma la presenza è concreta e la squadra lo percepisce (MILIK  6,5  Il bomber che non ci si aspetta. O meglio, che non ci si aspetta più. Dapprima pescato da Bogà infila di giustezza, ma è in fuorigioco. Poi, imbeccato da Locatelli, fa un passo, una finta e scaglia la biglia là dove Fortin subentrato a Joronen, non ci può arrivare. E subito ci assalgono rimpianti, recriminazioni, improperi per ciò che poteva essere e non è stato)

SPALLETTI  6,5  Si avvicina il via al campionato e i limiti sono gli stessi dello scorso anno, con un enorme dominio della congenita incapacità di sbloccare il risultato in breve tempo. La tecnica collettiva pare lievitare, con l’innesto di nuove risorse, ma il tutto va maggiormente velocizzato, per avere un coefficiente di pericolosità decisivo. La squadra sembra più “bella” da vedere, ma non basta: occorre la spietatezza. Capitolo modulo: il centrocampo a 2 è un lusso che la Juve non riesce a permettersi. Questo è uno dei compiti più delicati che spetta a Spalletti per raggiungere la cosiddetta “quadratura del cerchio”. Una cosa è certa: non si può vedere una compagine di serie B, seppure aspirante ai primi posti, far soffrire così intensamente i bianconeri in fase di ripiegamento.  Quando l’asticella si alzerà, quali saranno le conseguenze? Già l’Inter ha messo a nudo il problema. Manca ancora un buon rinforzo in mezzo e una punta di “scorta”. Capitolo portiere: Perin è il titolare, ma la copertura di tutta la stagione da parte sua è un grande punto interrogativo. E il casting ad hoc ha la parvenza di una novella lunga come le Mille e una notte. 

Marco Edoardo SANFELICI