Fagioli ammette: "Sono stati mesi di agonia. Ora voglio essere il regista della Juve"
7 mesi guardando i tuoi compagni solo da tifoso sono tantissimi per un giocatore. Nicolò Fagioli ha pagato gli errori commessi in passato, mostrando il lato più semplice e debole di chi ti aspetti sempre si comporti solo da duro. Il centrocampista della Juventus si è aperto in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta grazie alle domande di Walter Veltroni, partendo dal perchè tutto questo è cominciato, fino ad arrivare al presente e alla convocazione di Spalletti in Nazionale. "Avevo una gran voglia di rivincita. Più su me stesso che sugli altri. Dal giorno dopo la squalifica ho cominciato ad allenarmi. Sono stati sette mesi di agonia, contavo i giorni. La mia vita è qui, su questi campi verdi, a vincere o perdere in ragione del talento mio e della mia squadra. Voglio dare la vita per essere nella lista per l’Europeo. Se non dovessi riuscirci, tiferò per gli azzurri".
Alla Juve manca un regista? Ecco, non c'è bisogno di cercarlo altrove, perchè la società lo ha già in casa. "Ho cominciato a giocare a quattro anni, a sedici sono andato via di casa perché la Juve mi ha chiamato. Mi piacerebbe essere il regista della Juve. Nasco trequartista, ruolo in sparizione. Poi Pirlo e Allegri mi hanno fatto capire che potevo schierarmi davanti alla difesa e guidare il gioco. Ora mi sento pronto a farlo, anche se non rimuovo la voglia, ogni tanto, di segnare, il nostro obiettivo, come sempre per la Juve, è vincere lo scudetto".
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