Ferocia, battaglia, vittoria: Juve dalle parole bisogna passare ai fatti
Ci sono termini nuovi da inserire nel vocabolario della Juve di Spalletti. In realtà sarebbero scontati, ma sentirli pronunciati dall'allenatore prima di una sfida importante come quella contro il Celta Vigo, fa un effetto particolare. Certamente dovrebbe caricare i giocatori. Lucio dice di aver attivato la modalità ferocia e sono pronti per la battaglia, con l'obiettivo ovviamente di vincere. Questa volta l'allenatore bianconero ha accantonato la consueta filosofia comunicativa, passando a qualcosa di più concreto. Il momento è delicato dopo il pari con il Cagliari, quindi meglio evitare un'altra battuta d'arresto che significherebbe entrare in un tunnel pericoloso. Tanto più a ridosso della sfida contro la Lazio.
Tutto molto bello, purché la Juve ora passi ai fatti. In primis guai a reagire un tempo all'avversario come avvenuto a Cagliari, sulla scia della passata stagione. L'Europa League è importante per diversi motivi. Stasera può essere l'occasione del riscatto dopo il pari in Sardegna.Soprattutto può e deve rappresentare un obiettivo cui puntare, anche perché in caso di trionfo spalancherebbe le porte della Champions League. A prescindere dalla posizione in campionato. La Juve peraltro non alza un trofeo estero da 30 anni, dalla splendida notte di Roma, quando conquistò la Coppa dalle grandi orecchie. Infine c'è una motivazione ulteriore e personale per Spalletti: il tecnico bianconero non ha mai conquistato un trofeo internazionale. A 67 anni, è arrivato il momento di farlo, sulla scia del "voglio chiudere bene la carriera".
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