Il loop della caccia all’attaccante

Il loop della caccia all’attaccanteTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
A gennaio la dirigenza della Juventus cercherà di portare a Torino una nuova punta, ma bisogna anche uscire da un equivoco tattico

Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da radio mercato, la Juventus sarebbe alla ricerca di un nuovo attaccante in vista della sessione di gennaio. Se non è una bocciatura per i vari Kolo Muani, Woltemade ed Ekhator, poco ci manca. Il discorso è relativo per il giovane centravanti italiano, prelevato dal Genoa e mai praticamente visto in azione per via di due infortuni muscolari seri che lo vedranno ai box per ancora qualche settimana.

Paradossalmente, pur non avendo ancora avuto modo di “demeritare”, è proprio lui il principale indiziato di fare spazio a gennaio. Lo avevano richiesto in prestito lo stesso club rossoblu, ma anche il Parma durante la sessione estiva del calciomercato. A gennaio, se nei prossimi mesi non dovesse giocare molto, si potrebbero riaprire le porte per una sua cessione, con la Juve che ovviamente ne manterrebbe il controllo con qualche formula particolare.

Pleonastico citare Arkadiusz Milik, che se non avrà un moto d’orgoglio accettando di sedersi al tavolo della risoluzione consensuale, rimarrà a libro paga fino a giugno, ma sempre fuori dalle liste Serie A e UEFA.

Di sicuro, Luciano Spalletti qualcosa di diverso rispetto a ciò che ha lo vorrebbe, considerato che né Kolo Muani, né Woltemade, né Nico Gonzalez, definito dallo stesso Spalletti come “seconda punta”, sembrano essere quel terminale offensivo di cui la Juventus ha bisogno. Serve l’ariete, un centravanti tipo Sorloth, che non a caso sembrava essere il preferito dell’allenatore bianconero questa estate. In queste ore è circolato nuovamente il nome di Zirkzee, ma non sembra essere lui il prototipo preferito. Anzi, costringerebbe Spalletti ancora una volta ad adattarsi.

Che la rosa della Juventus lasci un senso di incompiuta soprattutto per quel che riguarda il terminale offensivo e il ruolo di terzino sinistro (a centrocampo Sarr a regime dovrebbe dare una mano importante) è chiaro a tutti. C’è però il contraltare, che è rappresentato dal modello di gioco e soprattutto dalla strategia scelta di gara in gara, che sembra essere purtroppo monotematica.

Tutti ormai sanno affrontare la Juve e disinnescare la proposta di gioco targata Spalletti: blocco basso, densità nei propri 30 metri, i bianconeri portano tanti uomini nei pressi dell’area avversaria e continuano a palleggiare in orizzontale, fino all’errore che poi spalanca le porte alle ripartenze che di solito, alla prima occasione, portano Vicario a dover capitolare.

Se è vero che alla Juve manca un bomber di razza, è altrettanto vero che tutti gli attaccanti che si sono avvicendati alle dipendenze di Spalletti, oltre a pagare il peso della maglia bianconera, sono stati comunque serviti col contagocce (vedansi i risultati di Openda e David una volta andati via da Torino). Spesso li vediamo sbracciarsi chiedendo servizi in profondità, ma la manovra è lenta e si perdono inutilmente tempi di gioco. I numeri dicono che da quando c’è Spalletti la Juventus perde tanti punti con le squadre sulla carta più “deboli”: è mai possibile che per battere Lecce, Verona, Cagliari, Sassuolo serva per forza Osimhen? Non può e non deve essere così.

Insomma, giusto che il tecnico della Juventus avanzi richieste (altre, rispetto a quelle già avanzate in estate), ma è altrettanto giusto chiedergli dei correttivi. Dalla Continassa giungono voci di esperimenti di 3-5-2 (o 5-3-2), con Conceicao testato anche nel ruolo di quinto. Attendiamo fiduciosi che ci siano propositi redditizi e che non si generi altra confusione. Ce n’è già abbastanza.