Juve poco bastone e troppa carota, Spalletti più coraggio e scelte decise
Spalletti alimenta la sua Juve con l'antico metodo “bastone e carota”. E' la ricetta dei saggi, soprattutto di chi deve guidare un gruppo di persone, con la condanna di vincere. Il tecnico di Certaldo, sulla scia di quanto fatto dopo il tonfo in casa del Sassuolo, ha avuto un faccia a faccia con la squadra anche per analizzare la gara di Cagliari, un pari dal sapore di sconfitta. L'allenatore ha invertito l'ordine della metafora. Prima la carota, più o meno con queste dosi: “Siamo sulla strada giusta sotto il profilo tattico e di gioco”. Poi il bastone, seppure in modo soft: “Dobbiamo fare di più, serve maggiore cattiveria agonistica”. Un discorso tutto sommato ordinario.
La Juve invece ha bisogno di qualche misura straordinaria per uscire dal tunnel della discontinuità. Intanto la fermezza nel rapportarsi con i giocatori, qualche rimprovero in più non guasta, della serie “più bastone e meno carota”. Poi le scelte di formazione. Partendo dalla difesa, spontaneo chiedersi il motivo per cui Gatti non venga mai impiegato, o meglio molto poco. Questione tattica? Qualche problema con Spalletti? Visto che serve mentalità Juve, Federico è uno dei pochi ad averla. Cambiaso. Se continua a dare segnali di disconnessione (confermati anche a Cagliari) a gennaio servirà una riflessione. Infine Alajbegovic. Il bosniaco in questo momento fa la differenza, quindi deve essere nell'undici di partenza. Fermo restando l'autoctitica, per il decollo della sua Juve, Spalletti deve avere più coraggio.
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